Di Marco Sbrana

Perché i nazisti si dedicarono alla studio di tutto ciò che, ancor oggi, è considerato futuristico, trascendente e non convenzionale? I responsi sono vari e molteplici, e la verità ancora una, risulta senza padre. Alcuni di coloro che, si interessano di queste cose, intravedono la risposta nell’ipotesi aliena, e nel tentativo di plagio, di tecnologia e conoscenze altrui. Per altri studiosi, la spiegazione, è invece fornita, dalla visione, mistica e simbolica, data alla storia e alla vita, dai componenti del III° Reich. Marco Sbrana (tratto da “Oltre la conoscenza”).

È complesso poter stabilire dove sia la realtà, forse su entrambi i fronti, o forse in nessuno di essi; è comunque un dato di fatto che l’aspetto essoterico della cultura nazista sia un postulato accertato da tutti, universalmente riconosciuto come fondato. Il nazionalsocialismo, era infatti, quasi totalmente improntato alla mistica e all’occulto e traeva la propria linfa vitale dall’esaltazione dell’irrazionale. Julius Evola (1898-1974), esponente dell’ala più radicale e ascetica del fascismo, teorico di quello che verrà definito il super – fascismo, fondatore del “Gruppo di Ur” e propugnatore della superiorità della cultura e filosofia latina dichiarò sempre che la fondamentale differenza tra nazismo e fascismo fosse stata proprio la mancanza, in quest’ultimo, di ogni elemento esoterico. Incolpava di ciò il nefasto influsso del Vaticano che, a suo dire, era contrario al tradizionalismo europeo e limitava la naturale tendenza verso il mito, la trascendenza, la metafisica, rendendo strutturalmente più debole, il regime italiano. Intendiamoci, non è che i centinaia di volumi e trattati sullo spiritualismo nazista vadano presi per oro colato; ma non si può dare una valutazione completa della materia, senza conoscere la ‘ratio’ che è alla base della più spaventosa ideologia partorita dalla storia.

PREDISPOSTI DALLA NASCITA

Tutti gli storici contemporanei per oltre 50 anni hanno dibattuto e continuano a dibattere su un quesito fondamentale; come abbia fatto uno spiantato d’imbianchino austriaco, senza arte né parte, a divenire in meno di 20 anni leader indiscusso di tutta la Germania! Le risposte, manco a dirlo, sono le più disparate: si va da quella demoniaca, esposta nei toni più accesi e apocalittici da Trevor Ravenscroft, a quella del figlio dello spirito tedesco (tanto cara ai neonazisti). Probabilmente, ancora una volta, la verità è presente, in piccole porzioni, in ogni teoria. Vediamo quindi di valutarle singolarmente. L’elemento demoniaco è, per tutti i credenti, uno degli aspetti lampanti del nazismo; ma è nel contempo il più riduttivo e squalificante; risolve tutto semplicemente utilizzando l’assioma religioso dell’esistenza del maligno. Per i molti che si pongono però qualche quesito in più, è veramente poco esplicativo e chiarificatore. Perché il demonio avrebbe scelto tra tutti gli uomini proprio Hitler? Perché solo in quel determinato momento? Se era uno dei tre biblici Anticristo, gli altri chi sono? É evidente che si potrebbe andare avanti all’infinito, senza approdare da nessuna parte. Nei primi anni Settanta Ravenscroft formulò una spiegazione innovativa. Lo scrittore britannico che, si presentava come semplice portavoce dell’operato di quella strana figura che fu Walter Johannes Stein, sosteneva che lo spirito umano è soggetto in qualche modo a una sorta di reincarnazione; il male alberga latente in specifici individui; determinati meccanismi lo possono improvvisamente risvegliare. Essendo figlio di questa terra, vaga alla morte dell’albergatore sotto forma eterea, finché non incontra un’altra anima con requisiti appropriati che lo possa contenere; ciò è sempre avvenuto e sempre accadrà fino alla fine dei tempi. “L’incarnazione” avviene poco dopo il parto, prima del battesimo, inspirando nel nuovo nato, predisposto all’origine, tutta l’essenza della malvagità. Se viene a mancare la patologia scatenante, la malignità però non si libera nella sua pienezza, rimanendo sospesa ad uno stato potenziale; e l’individuo veicolante, pur vivendo in modo meschino, egoistico ed arrogante, rimane essenzialmente innocuo. Esistono determinati fenomeni che risvegliano il male; generalmente si anima per antitesi al bene, con la stessa intensità e la forza di quest’ultimo. Solo rarissime volte nella storia il male si è esteso nella sua totale ampiezza; una di queste è stata proprio la dittatura nazista che ha portato il mondo sull’orlo dell’apocalisse. Specifici oggetti, dalle spiccate caratteristiche, sono portatori del nucleo benigno: il Graal, l’Arca dell’Alleanza, la punta della Lancia che penetrò il fianco di Cristo; essi sono i più potenti catalizzatori, per questo Hitler li cercava. Colui che domina gli oscuri poteri di queste reliquie, può utilizzarli per il bene o per il male. É arduo commentare queste affermazioni, che non soddisfano né il credente né il laico; Ravenscroft mescola cattolicesimo e predestinazione calvinista in un cocktail instabile ed esplosivo.

I SUPERIORI SCONOSCIUTI

É questa una delle più diffuse spiegazioni circa l’improvviso cambiamento di Hitler. Tutti concordano nel definire il futuro dittatore come un ragazzo emarginato, introverso, con notevoli difficoltà comunicative, incapace di socializzare e collocato ai margini della società. Come fece a divenire, da lì a pochi anni, un ipnotizzatore di folle? I fautori di questa visione parlano di manipolazione dell’inconscio del fuehrer da parte di superiori non identificati, dagli immensi e sconosciuti poteri. Ecco alcuni episodi dimostrativi. In un’occasione Hitler si era confidato con l’SS Rauschning, cosa che avveniva assai raramente, dicendogli: “Bisogna che la natura produca una varietà nuova”. Si riferiva alla razza ariana. Ispiratagli secondo alcuni, non tanto dalla mitologia nordico – celtica, quanto da certe visioni di creature misteriose che il fuehrer diceva di avere. “L’uomo nuovo vive in mezzo a noi! É intrepido e crudele, ho avuto paura davanti a lui”, disse un’altra volta Hitler, ancora madido di sudore estatico, ai suoi più stretti collaboratori. Questi deliri vennero studiati dallo psicologo Achille Delmas che scrisse: “Una persona del suo seguito mi ha detto che Hitler si sveglia la notte mandando grida convulse. Invoca aiuto, seduto sulla sponda del letto, ed è come paralizzato. É preso da un panico che lo fa tremare al punto da scuotere il letto; grida cose confuse ed incomprensibili; ansima come se fosse sul punto di soffocare; lo stesso personaggio mi ha descritto una di queste crisi con particolari che mi rifiuterei di credere se la mia fonte non fosse così sicura. Hitler era in piedi, con aria smarrita, nella sua camera; barcollante, si guardava attorno. ‘É lui, è lui, è venuto qui!’ gemeva. Le sue labbra erano livide, il sudore gli grondava a grosse gocce; improvvisamente pronunciò cifre senza alcun senso, parole, frammenti di frasi. Era terribile, adoperava termini bizzarramente raggruppati, del tutto strani. Poi era divenuto di nuovo silenzioso, ma continuava a muovere le labbra. Poi, improvvisamente aveva ruggito: ‘Lì, lì, nell’angolo! É lì”. Pestava il pavimento con i piedi e urlava. Lo avevano rassicurato, dicendogli che non c’era nulla di straordinario e si era calmato a poco a poco. In seguito aveva dormito a lungo ed era ridiventato pressoché normale e sopportabile per qualche tempo. Un chiaro sintomo di pazzia, diremmo noi. Ma per i suoi adepti queste crisi erano in realtà fenomeni di ‘contatto’ con i ‘Maestri Invisibili’, quei misteriosi capi segreti descritti dall’essoterista Cotton Mathers, della Golden Dawn, nel “Manifesto ai membri del Secondo Ordine”. Mère, la compagna del guru Sri Aurobindo, disse che il compagno invisibile di Hitler (così simile al ‘visitatore in camera da letto’ dei casi di rapimento UFO) era un “Asura”, un demone dalla testa fiammeggiante che aveva preso possesso del fuehrer. Esso era Satana, secondo il gesuita padre Regimbald, che sostiene che Hitler avrebbe steso un patto col diavolo. E l’essoterista Eckardt, guida spirituale di Hitler, riferendosi a lui disse: “Egli danzerà, ma la musica l’ho scritta io. Noi gli abbiamo dato i mezzi per comunicare con Essi”. Essi” erano, per Eckardt, delle creature intermedie tra gli uomini e le intelligenze superiori, venerati nel gruppo esoterico segreto Thule, al quale Hitler ed Eckardt appartenevano. Questi esseri intermedi sarebbero stati gli Ariani, i modelli originari, l’uomo-dio di Rauschning. In tempi più recenti Virgil Armstrong, sedicente ex agente segreto CIA, Hitler sarebbe stato in contatto con gli extraterrestri, che tra l’altro avrebbero seguito con grande interesse le fasi del secondo conflitto mondiale.

IL FIGLIO DELLO SPIRITO TEDESCO

Trai i vari tentativi di spiegazione è questo il più caro ai neonazisti; sinteticamente possiamo dire che questi nostalgici, storpiando e addomesticando a loro uso e consumo tutta la filosofia degli ultimi due secoli, strumentalizzano gli scritti dei grandi filosofi quali Hegel, Kant, Shopenhauer; ed arrivano a sostenere che “da Federico Barbarossa in poi si è inalato nelle terre tedesche uno spirito di vittoria e dominio; è scritto che la Germania e la sua cultura devono guidare l’Europa verso un periodo di lunga prosperità; le altre potenze non vogliono questo, ma la loro è una battaglia persa. L’essenza stessa della Germania non può essere distrutta, più la si combatte più si rafforza. Essa si concentra in grandi uomini, designati divinamente: Barbarossa, come Bismark ed Hitler erano fra questi eletti, presto ne arriverà uno nuovo, portatore delle energie di tutti; egli compierà il disegno precostituito; i suoi predecessori hanno combattuto per lui, per l’uomo che verrà. Fautore di questa delirante teoria è lo scrittore Miguel Serrano; per lui l’uomo che verrà è l’incarnazione del superuomo, dell’eletto, capace di integrare e disintegrare la materia. Sarà un essere dalla dimensione non umana, dove la presenza fisica è solo un archetipo; egli è posseduto dalla trascendenza e la sua forma umana è una semplice apparenza. É legato alla teoria del sincronismo, sa essere qua e là, fuori dal tempo e dallo spazio in un’altra dimensione. L’uomo Hitler muore quindi fisicamente, ma l’archetipo resta, perché è stato creato dal desiderio di una nazione; si reintegra quindi in una nuova dimensione fisica, il ghiaccio, e attende il momento del ritorno. Il fuehrer sapeva che avrebbe perso nel mondo della materia, perché la sua dimensione umana non era destinata alla vittoria; vinse la guerra perdendola, purificandosi ed entrando in un’altra dimensione. Per la scienza dell’implosione il ghiaccio dell’Antartide è Hitler, ed è in attesa di tornare per il riscatto dell’Età Nera, come il redentore del cattolicesimo.

FONTE:http://thule-italia.com/wordpress/segreti-e-misteri-della-mistica-nazista/

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