Di Gustavo Buratti

L’arresto in Argentina di Priebke, con l’accusa di essere il boia delle Ardeatine, ha fatto riemergere la tematica dei rapporti tra nazismo e sette occultiste. Infatti, il vecchio nazista Reinhard Kopps (agente dei servizi segreti del Terzo Reich, fu anche collaboratore subordinato di Otto Skorzeny e come tale partecipò alla liberazione di Mussolini sul Gran Sasso), in Cile dov’è rifugiato, ha rilasciato un’interessante intervista a Marco Dolcetta del “Corriere della Sera”1 dove, tra l’altro, afferma: “So che il nazismo è stato considerato, come il fascismo, un movimento avversato dalla massoneria. Ma in realtà il nocciolo occulto del movimento nazionalsocialista, le logge del Vril, e la Società di Thule, erano espressioni di due massonerie diverse tra loro. La prima si rifaceva alla teosofia della Blavatsky e poi a Rudolf Steiner, che era grande amico del nazismo e confidente di Rudolf Hess. Non è vero che fu perseguitato dai nazisti, anzi… Questo gruppo fu manipolato da sempre, da quel mago diabolico, al servizio degli Inglesi, Aleister Crowley. L’altro gruppo, quello della Società di Thule, in Baviera, era più puro, meno infiltrato dagli scozzesi: si rifaceva agli illuminati del ‘German Orden’, i massoni razzisti della Santa Vehme. Sanguinari, di radici integraliste cattoliche, dal 1700 sono stati violenti antisemiti. Hitler era uno di questi. Ma ho poco da spiegare a un italiano: il ‘Progetto Gladio’ e la ‘loggia P 2’. Questo è il complotto dei massoni”.
E più oltre: “Vede, io non facevo parte di quel gruppo di 12 che si riunivano periodicamente nel sotterraneo del Castello di Wewelsburg, a Paderborn, ma vi ho assistito qualche volta come incaricato della sicurezza. Quelle non erano riunioni militari o politiche. Era una liturgia particolare: Himmler officiava quel rito segreto, e tra gli altri c’era Friedrich Hielscher, il filosofo, e anche, a volte, lo scrittore Ernest Jünger: sono ancora tutti e due vivi, in Germania. E poi Otto Rahn, ed Ernst Shäffer che faceva la missione al Montségur, alla ricerca del Graal, ed in Tibet nel ’39, dal Dalai Lama; questo è l’aspetto più profondo del nazismo; le Ss non sono state dei robot, e dei carnefici, sotto c’è un’ideologia ben precisa, legata alla tradizione millenaria nordeuropea”.
Il vecchio nazista così conferma e rievoca oggi quei rapporti tra hitlerismo e sette occultistiche, che costituiscono tuttora un campo ambiguo e sfuggente, ma che è stato ampiamente affrontato da storici e filosofi2.
Alcuni ritengono che queste tematiche non appartengano alla “Storia” con la “S” maiuscola; replica Gianfranco De Turris nella sua introduzione all’edizione italiana dell’Alleau: “Invece lo è. Non è storia nel sensoorizzontale (cioé solo di eventi e di idee), ma storia in senso verticale, che guarda dietro le quinte e tende l’orecchio anche ai fatti dello ‘spirito’, allaWeltanschauung di un dato tempo, ai miti e ai simboli che, come ha ricordato per primo in epoca moderna Johann Jakob Bachofen3 (oggi riscoperto, rivalutato e ristampato) sono più veritieri della storia stessa”.
Tutti i lavori di “scavo” citati sottolineano come il nazionalsocialismo non sia sorto da un giorno all’altro in una nazione sconfitta e prostrata dal dopo-Versailles, ma abbia avuto invece alle spalle una non irrilevante tradizione culturale. Lo storico tedesco Mosse inizia dal XIX secolo, come il britannico Goodrick-Clarke; Alleau risale assai più indietro, spingendosi addirittura sino alla Germania pre-conquista romana e segue un filo ininterrotto che lega le grandi personalità religiose (ortodosse e eterodosse mistiche, mitiche, esoteriche: dai miti dell’Edda con il “crepuscolo degli dei” ai legami di sangue e amicizia delle Männerbunde medioevali; dagli ordini cavallereschi tedeschi alle rivolte messianiche della Riforma; dai messaggi della “Rosa-Croce” ai rituali della Framassoneria, alla nascita degli “Illuminati” di Baviera), per spiegare come sia potuto accadere che Adolf Hitler sia riuscito per oltre un decennio a soggiogare il popolo tedesco, esercitando un potere quasi magico, medianico, sulle folle, mentre la sua dottrina era scarna di contenuti, traendo egli la sua ispirazione da miti ancestrali e dai riti delle società segrete, da sempre numerose in Germania.
Alleau sostiene, per primo, che “il partito nazionalsocialista e la sua rivoluzione non si possono completamente spiegare soltanto attraverso il genio demagogico di Adolf Hitler, né attraverso gli avvenimenti economici, né attraverso le strutture sociali”; egli si meraviglia che gli specialisti non abbiano tenuto conto della funzione delle società segrete come il Germanenorden, da cui derivò la Thule-Gesellschaft (Società Thule) che Mosse liquida in sole dieci righe e che, erroneamente, chiama Thule Bund: sia Hitler, sia Rudolf Hess, sia altri fondatori del Partito nazionalsocialista (prima Dpa, poi Sndpa), appartenevano a questa misteriosa setta alla quale un singolare personaggio, Rudolf von Sebottendorff, aveva trasmesso le conoscenze magiche delle confraternite razziste turche. Continuando questo filone, Goodrick-Clarke si sofferma particolarmente sui miti, leggende, creazioni fantastiche e pseudostoriche che hanno preceduto e preparato il terreno per l’avventura hitleriana, sottolineando i motivi neo-pagani di un recupero del culto di Wotan (Odino), il principale dio del pantheon germanico, da parte degli pseudo aristocratici Guido von List e Adolf Lanz, ex frate cistercense (padre Jörg), il quale aveva fondato, come diremo più oltre, all’inizio del secolo l’Ordine del nuovo tempio, richiamandosi ai templari del Medioevo, eliminati dalla scena nel 1307 dal papa Clemente V e dal re di Francia Filippo il Bello.
Là dove lo studioso inglese si abbandona alle descrizioni degli strani mondi “ariosofisti”, Giorgio Galli indaga e cataloga in maniera più sobria. Però, al momento di valutare l’importanza storico-politica della materia, i ruoli si invertono. Goodrick-Clarke, con un certo scetticismo, nega che l’occultismo abbia davvero giocato un ruolo importante nella costruzione dell’ideologia nazista4; Galli invece ritiene che nella formazione di Hitler questa cultura esoterica sia stata rilevante, collegandola ad ambienti politici europei, ed in particolare francesi e inglesi, in rapporto ai quali vennero prese decisioni che portarono alla seconda guerra mondiale.
Ciò spiegherebbe il viaggio di Hess in Inghilterra: Hitler ed i suoi erano convinti di trovare interlocutori in Gran Bretagna, così come le società segrete inglesi, scozzesi, irlandesi, francesi e tedesche avevano, almeno dal secolo scorso, reciproci contatti ed anche interdipendenze. Fu infatti un nobile inglese, Edward George Bulwer Lytton, deputato liberale a soli ventotto anni nel 1831 e membro della Camera dei lord nel 1866, a scrivere, tra le altre opere ispirate alla tradizione occulta, “La razza ventura”, nella quale è ipotizzata la forma di energia, detta Vril, che darà il nome alla società (1920), la quale, col fondatore dell’istituto di geopolitica Karl Haushofer, contribuirà all’elaborazione dell’ideologia nazista. Lord Lytton, divenuto nel frattempo segretario di stato, morì nel 1873. Un ecclesiastico inglese, A. F. Woodford, trovò per caso in una libreria di Londra un manoscritto con riferimenti ad una Societas rosicruciana, con indirizzo in Germania presso Anna Sprengel che autorizzava William R. Woodman ed altri due membri di una preesistente Societas rosicruciana in Anglia (i cui membri erano tutti framassoni) a dar vita in Inghilterra ad un ramo della setta cui ella apparteneva. Così ebbe vita nel 1887 l’Order of Golden Dawn in Outer (Ordine ermetico dell’alba d’oro all’estero), abbreviato in Golden Dawn5, al quale aderirono illustri personalità delle lettere, quali Brahm Stoker (l’autore di “Drakula”), il poeta irlandese William Butler Yeats, premio Nobel6, Arthur Machen (pseudonimo di Arthur Lewellin Jones) e Thomas Eliot. A capo della Golden Dawn era William R. Woodman che, nel 1878, era al vertice della Societas rosicruciana in Anglia, fondata nel 1865 e limitata allo stretto ambito prettamente massonico. Molto più estesa era invece l’organizzazione della nuova associazione, poiché la Golden Dawn (che ammetteva anche le donne) aveva logge (chiamate “templi”) in Germania (dove aveva sede la loggia-madre: “Lichte, Liebe, Leben” ossia “Luce, vita, amore”), in Olanda (“Hermanubis”) e quattro in Gran Bretagna (“Isis Urania” a Londra; “Hermes” a Bristol; “Horus” a Bredford; “Amon-Râ” a Edimburgo) ed una in Francia (“Ahator”, avenue Mozart). Alla morte di Woodman nel 1891, divenne capo della Golden Dawn Samuel D. Mathers, che aveva sposato la sorella del filosofo francese apprezzato da Gramsci, Henri Bergson (1859-1941), premio Nobel per la letteratura, ebreo che, pur vicino al cattolicesimo, non si volle convertire per non tradire la sua stirpe perseguitata dai regimi totalitari di cui fu oppositore.
È singolare circostanza che Mathers, capo di una setta così vicina all’antisemitismo, sposi un’intellettuale ebrea… Morti gli aderenti illustri, come Yeats succeduto a Mathers, la Golden Dawn tra le due guerre decadde, sino a finire nelle mani di un tipo non molto equilibrato, Aleister Crowley (1875-1947), organizzatore di “orge sacre”, che si firmava “La Grande Bestia” (il 666 dell’Apocalisse) facendosi passare per l’incarnazione di Satana. In stretta colleganza con ordini di neo-templari tedeschi, compie molti viaggi anche in Germania e, come nota Giorgio Galli7, “l’accostamento è importante per chiarire i precedenti del viaggio di Hess nel maggio 1941 alla ricerca di interlocutori per una possibile pace”. Era infatti sulla base di antichi rapporti dell’aristocrazia inglese (anche politica) con le società occulte, che un settore del vertice nazista pensava di poter ritrovare contatti al fine di rendere neutrale la Gran Bretagna in vista dell’attacco anticomunista a Est; e poi, nell’ultimo periodo della guerra mondiale, per far fronte comune contro il bolscevismo che minacciava di invadere l’Europa con l’armata sovietica vittoriosa. Questa è la tesi di Giorgio Galli, che ritiene l’occultismo tedesco non così allucinato come viene presentato da Clarke e, a maggior ragione, quello inglese non privo “di una certa dignità intellettuale, con la differenza che, per quanto antisemita, non si poteva definire razzista”8.

Vale dunque la pena di ricapitolare per sommi capi la “genealogia” dei movimenti pseudostorici e filosofici che prestarono ai partiti nazionalisti e poi nazionalsocialisti, sempre antisemiti e razzisti, le ideologie che portarono alla tragedia della seconda guerra mondiale e dell’olocausto.
Il “maestro” dell’ “arcaismo teutonico”, dedito alla ricerca delle radici del popolo-nazione (Volk) attraverso il recupero dell’antica religione i cui simboli avrebbero resistito alla cristianizzazione celandosi nelle tradizioni popolari, nell’architettura spontanea (le cui linee riprodurrebbero le rune, i segni magici della scrittura ermetica degli antichi germani), nell’araldica, fu Guido List (Vienna 1848 – Berlino 1919). Egli ebbe grande successo con il suo romanzo “Carnuntum”, dal nome della città romana avamposto contro la resistenza dei germani che, nel 375 dopo Cristo riuscirono a travolgere i secolari nemici liberandosi dal loro imperio. Nel 1891 pubblicò un’antologia di precedenti suoi scritti di soggetto folklorico: “Deutsch-Mythologische Landschaftsbilder” (“Paesaggi mitologici tedeschi”) e poi, per tutto il decennio di fine secolo, una serie di libri e di saggi sul folklore magico, sulla scoperta di dimenticati, remoti “santuari” della religione pagana; sui costumi popolari relativi al battesimo, al matrimonio e alla sepoltura, alle feste del solstizio d’estate. Nel 1895 si rivelò decisamente antisemita con il saggio denigratorio “Die Juden als Staat und Nation”. Divenne campione della causa pangermanista ed applaudito autore di letteratura neo-romantica e nazionalista; il successo del primo romanzo si ripeté con altri due, ambientati nella Germania delle tribù: “Jung Diethers Heimkehr” (“Il ritorno del giovane Diether”,1894), storia di un germano del V secolo, convertito con la forza al cristianesimo; e “Pipara” (1895), dal nome di una giovinetta di Eburodunum (Brno, tra i Sudeti), ex schiava romana divenuta imperatrice. Nei primi anni del secolo si entusiasmò alle scienze occulte e alla teosofia che gli consentivano di “comunicare” con la spiritualità degli antichi germani. Tanto fu il suo ascendente anche negli ambienti intellettuali di destra, che venne fondata nel 1908 una Società List per finanziare e sostenere le sue “ricerche” sul più remoto passato della nazione. All’interno della Società List egli creò un piccolo gruppo di iniziati, la Hao (Hoher Armanen-Orden). Egli sosteneva che dei re-sacerdoti, benché perseguitati, avrebbero gelosamente conservato i tesori della più remota cultura del Volk tedesco, come in un “Ordine” di iniziati del quale i templari ed i rosa-croce sarebbero stati in qualche modo gli eredi. La casta dei re-sacerdoti era definita da List l’Armanenschaft (da cui il termine di “armanista” per List e per i suoi seguaci), mai distrutta, sopravvissuta all’interno di conventicole segrete, per cui il culto da lui elaborato era ciò che restava di quell’antica civiltà, da rivificare affinché in Europa potesse essere stabilito un glorioso impero pangermanico. Propugnava la sottomissione spietata dei non ariani ai padroni ariani, in uno Stato rigidamente gerarchizzato, dove l’eroica razza ario-tedesca sarebbe stata sollevata da ogni lavoro salariato per governare liberamente, come un’élite, sulle caste schiavizzate dei popoli non ariani. Nel nuovo ordine avrebbe dovuto regnare una rigida apartheid, regolata da leggi razziali e matrimoniali che impedissero ogni “contaminazione”. Queste idee, pubblicate fin dal 1911, mostrano un’indubbia somiglianza con le leggi razziali di Norimberga promulgate negli anni trenta, e con la visione nazista del futuro. Come nota Clarke, “List si spinse addirittura oltre, anticipando l’elitarismo mistico delle Ss della Germania nazista […] Le somiglianze con i piani di Himmler per uno stato-ordine delle Ss sono sorprendenti”9.
L’ipotetica esistenza di una rinata Armanenschaft suggeriva a chi ci credeva che l’età dell’oro stava per essere ristabilita e che Germania, Austria e gli altri paesi d’origine germanica (come gli olandesi-fiamminghi e gli scandinavi) sarebbero stati uniti in un impero teocratico pangermanico, nel quale gli interessi dei non-tedeschi non avrebbero contato nulla. Dopo trentacinque anni questa visione sarà istituzionalizzata nella politica estera del Terzo Reich…
List non visse abbastanza per vedere il Partito nazista, ma ne fu onorato dal suo spirito nascente; dopo la morte del “maestro”, la Società List proseguì l’attività sotto la leadership del suo principale esponente, Philiph Stauff, un giornalista di Berlino, violentemente antisemita e, dopo il suicidio di quest’ultimo (1923), dalla sua vedova Berta. Almeno sino alla metà degli anni venti la società continuò a fungere come punto d’incontro tra i membri di prima della guerra ed i nuovi affiliati anche di altre associazioni, più o meno segrete. Saranno poi tutte bandite negli anni trenta dal Partito nazionalsocialista, perché concorrente più forte e trionfante.
Altro personaggio importante del prenazismo, che sviluppò le tematiche di List, fu Adolf Lanz (detto Jörg) (1874-1954), nobilitatosi (come del resto Guido List, divenuto von List) aggiungendo al nome di famiglia il predicatovon Liebenfels. È il fondatore dell’ariosofia e dell’ariocristianesimo, dottrina che, mescolando elementi di origine diversa (misticismo ed occultismo orientali, mitologia germanica, Bibbia), a differenza dell’armanismo di List più rigidamente rivolto ad una riscoperta e proposta del paganesimo, sosteneva che il regno di Dio predicato da Krist (un dio germanico “riciclato” dai giudei romani) e la redenzione del mondo si sarebbero attuati grazie al dominio spirituale universale dell’elemento “arioeroico”. Ogni individuo di pura razza germanica aveva il dovere di rafforzare in sé questo elemento mediante la conoscenza approfondita del proprio io. Malgrado le differenze, dovute alla formazione cattolica dell’ex frate cistercense Lanz rispetto al pagano List, armanismo e ariosofia vengono perlopiù assimilati; ed il secondo termine, in senso lato, viene generalmente impiegato per descrivere le teorie arianico-razzistico-occulte di entrambi e dei loro seguaci. Nel 1905 Lanz pubblicò la sua trattazione dottrinaria fondamentale: “Theozoologie oder die Kunde von den Sodoms-Äffligen und dem Götter-Elektron” (“Teozoologia, ovvero l’eredità dei bruti sodomitici e l’Electron degli dei”); la definizione di “teozoologia” deriva dalla pretesa di mutuare credenze religiose di fonti giudaico-cristiane tradizionali (la Bibbia) alla luce delle nuove scienze umane. Gli dei sarebbero le più antiche e superiori forme di vita (Theozoa), nettamente distinte dalla progenie adamica degli Anthropozoa. La recente scoperta dei raggi x e della radioattività, suggerì a Lanz di ritenere che questi antichi esseri (gli dei) possedessero straordinari organi sensoriali per la ricezione e la trasmissione di segnali elettrici, tali da conferire loro i poteri di telepatia e di onniscenza; organi atrofizzati, perché ritenuti superflui oggi a causa della contaminazione degli uomini-dei con gli uomini-bestie; tuttavia, con un programma di attenta segregazione (così come si fa per recuperare la purezza di razze animali, nel tempo imbastarditesi con gli incroci) si sarebbero potuti restituire quei poteri agli ariani, poiché i più vicini discendenti degli uomini-dei. Lanz tuonava contro la “falsa tradizione giudaico-cristiana” della compassione per i più deboli e per gli umili, chiedendo che la nazione fosse implacabile con i diseredati e gli handicappati. Tutte le dottrine che, per un verso o per un altro, si rifacevano al messaggio cristiano rivolto al più debole anziché al più forte, erano da rigettare. Pertanto, socialismo, democrazia e femminismo erano i bersagli più importanti della spietata missione di Lanz proprio perché “emancipavano” chi invece doveva essere eliminato, od emarginato in un’eterna posizione subalterna. Lanz, entusiasta dei regimi di destra di Spagna, Italia e Ungheria sin dal 1925, aveva esaltato il movimento fascista. Herbert Reichstein (morto nel 1944), scrittore ed editore entusiasta sostenitore di Lanz, identificava il Partito nazionalsocialista come l’elemento dell’energia materiale che avrebbe realizzato la cultura e la dottrina ariosofica e salutò in Hitler “uno strumento di Dio”; a Berlino, dopo la presa del potere da parte di Hitler, la “Arische Rundschau” (“Rivista ariana”), settimanale di Reichstein, professava la lotta contro Giuda, Roma e la massoneria in un contesto di razzismo ariosofico e di predizioni occulte. Lanz, nell’ottica di recuperare la pura razza degli dei, propugnò l’istituzione di monasteri eugenetici (Zuchtklöster) frequentati da maschi da monta purosangue (Ehehelfer), che poi Himmler volle attuare per le sue Ss. “Le specifiche raccomandazioni di Lanz per l’eliminazione degli inferiori razziali comprendevano: deportazione in Madagascar; schiavizzazione; cremazione come sacrificio a Dio; e impiego come bestie da soma. Dunque, sia la psicopatologia dell’olocausto nazista che il soggiogamento dei non ariani dell’Est, erano stati presagiti dalle tenebrose speculazioni di Lanz”10. Si comprende così il termine di “olocausto”, inteso come “sacrificio alla divinità, in cui la vittima veniva interamente bruciata”: alla divinità pagana, appunto.
La concezione razzistico-elitarista di Lanz doveva stimolargli la velleità di fondare un ordine cavalleresco e poiché egli stesso era stato cistercense, e il fondatore di quell’ordine monastico, San Bernardo di Chiaravalle, essendo stato un grande patrocinatore dei cavalieri templari, ne conseguì l’idea di ridar vita (nel 1907) ad un Nuovo ordine del tempio (Ont). Secondo la fantasia di Lanz, questi cavalieri avrebbero effettivamente custodito e difeso la gnosi razzista nel corso del Medioevo.
Alla fine del 1905 Lanz aveva fondato “Ostara” (dal nome della dea pagana della primavera), rivista “razzial-economica” rivolta ad applicare nella prassi le scoperte antropologiche per contrastare “scientificamente” la rivolta degli inferiori e tutelare invece la nobile razza ariana; il manicheismo razziale (razze inferiori, non dovevano essere emancipate, sottoposte a razze superiori a cui riservare ogni privilegio) aveva la base pseudofilosofica nei temi religiosi ed occulti. Gli amici lo aiutarono nell’acquistare il castello di Burg Werfenstein a picco sul Danubio (a Studen, nei pressi di Grein, Austria superiore) dove l’Ont ebbe la sua sede; nel Natale del 1907 (Solstizio d’inverno) venne dispiegata per la prima volta una bandiera con la svastica rossa (contornata da quattro fiordalisi in un campo giallo-oro). All’Ont potevano affiliarsi soltanto persone di “sangue puro” (capelli più o meno biondi, occhi azzurri, aspetto “ario-eroico”).
Anche durante la guerra l’Ont continuò la sua attività confortando i “fratelli” sul campo di battaglia; vennero diffuse preghiere celebranti la protezione di san Bernardo sui suoi servitori e sulla loro consacrazione come sacerdoti della gnosi razzista.
La sconfitta e i disordini dell’autunno 1918, i successivi eventi sino al 1923 parevano confermare le più nere previsioni di Lanz sul trionfo delle razze inferiori. Abbandonata Vienna, affidata ad altri la direzione dell’Ont in Germania, Lanz si dedicò a sviluppare l’Ordine dei nuovi templari in Ungheria, dove promosse anche una comune rurale utopica. Nel 1933 Lanz lasciò l’Ungheria per la Svizzera e a Lucerna pubblicò una nuova serie di scritti. Sembra che le sue simpatie per i nazionalsocialisti si fossero affievolite dopo la conquista del potere da parte di Hitler.
Le imprese dell’Ont nell’Europa centrale si esaurirono praticamente con l’avvento dei regimi autoritari e lo scoppio della seconda guerra mondiale ma, mentre le sezioni tedesche ed austriache vennero ufficialmente sciolte nel 1940, l’Ont continuò per tutta la durata della guerra in Ungheria. Nel corso di tutta la sua esistenza l’Ont propugnò la salvezza del mondo tramite la “selezione eugenetica e lo sterminio delle razze inferiori”. Intervistato da Wilfried Daim nel 1951, Lanz disse che Hitler era andato a trovarlo nella sede di “Ostara” nel 190911: il futuro dittatore era allora un giovane così povero da non avere il denaro per acquistare i numeri arretrati, che Lanz gli donò, con degli spiccioli per il biglietto di ritorno al centro della città. Orbene, a quel tempo Lanz aveva già pubblicato venticinque numeri di “Ostara” ed altri quaranta avrà pubblicato prima che Hitler lasci Vienna nel 1913: un legame ideale tra i due risulta evidente dalla somiglianza delle loro idee a proposito della razza ariana da glorificare e da salvare, allo sterminio e alla soppressione dei non-ariani, alla creazione di un favoloso impero ariano tedescomillenario. Hitler medesimo in “Mein Kampf ” ammette di aver studiato opuscoli razzisti e che le sue esperienze viennesi avevano “gettato fondamento di granito per la sua visione del mondo”12.

Con List e Lanz, il terzo importante personaggio precursore delle idee naziste è Rudolf von Sebottendorff, il cui vero nome era Adam Alfred Rudolf Glauer (18751945), figlio di Ernst Rudolf, conducente di locomotive. Riuscì a farsi adottare a Istanbul da un barone austriaco espatriato, tale Heinrich von Sebottendorff.
È da rilevare come questi pseudofilosofi “elitari” mal accettassero la loro origine piccolo borghese od operaia, e sentissero quindi la necessità di “nobilitarsi”: il che avvenne appunto per von List, Lanz von Liebenfels e pervon Sebottendorff… almeno da questa velleità, Hitler fu immune; come alcuni di loro, invece, egli fu nn “apolide interiore”: sino al 1932 non ebbe la nazionalità tedesca e fu senza vera patria, così pure era stato per molto tempo senza un mestiere definito, “senza casa, senza donna, senza amici, in uno stato pressoché completo di alienazione nazionale, economica, familiare e sociale. E fu per compensare miticamente questa conclusione che egli divenne profeta di una nuova comunità così fanaticamente chiusa in se stessa come quella dell’illuminismo razzista e che oppose, in qualche modo, una super alienazione dottrinale all’angoscia inconscia dei suoi capi, provocata da un’alienazione iniziale vera, un delirante progetto basato sull’odio in risposta ad un’assenza d’amore e di uno status legittimo – individuale e collettivo – di cui si risentivano non soltanto i nazionalsocialisti, ma anche molti tedeschi dopo il crollo della loro patria”13.
Stando alla sua autobiografia, Glauer discendeva da un soldato francese dell’esercito napoleonico rimasto bloccato nella Slesia prussiana dopo la battaglia di Katsbach (1813). Marinaio, cercatore d’oro in Australia, tecnico al servizio di un pasha turco in Egitto e poi suo sovrintendente in Turchia, considerò questo paese la sua seconda patria, ne apprese la lingua; fu colà che iniziò a studiare l’occultismo.
Dopo aver combattuto nelle forze armate turche ed essere stato ferito nel corso della seconda guerra balcanica (1912), si stabilì a Berlino nel 1913. Poiché aveva acquisito la nazionalità turca, non fu arruolato nell’esercito tedesco; nel 1917 egli venne in contatto con il Germanenorden, una associazione virulentemente antisemita organizzata come una setta pseudomassonica, nata nel 1912 da un gruppo sorto a Magdeburgo intorno alla rivista “Hammer”, fondata nel 1902 da Theodor Fritsch, figura di spicco dell’antisemitismo tedesco prebellico. L’obiettivo principale del Germanenorden era il controllo degli ebrei e della loro attività; attività e “liturgia” erano una sintesi di ispirazione razzista, massonica e wagneriana. Nel 1918 la loggia di Monaco assunse il nome di Società Thule, per sfuggire alle attenzioni di elementi socialisti e filorepubblicani che avevano individuato nel Germanenorden un’organizzazione reazionaria di destra. L’emblema della Thule era una lunga daga sovrapposta ad una svastica inserita in una fiammeggiante ruota solare. Il 9 novembre la rivoluzione bavarese colse di sorpresa la Thule mentre era in corso una sua riunione; Glauer, ormai a tutti noto come barone von Sebottendorff, pronunciò un’appassionata orazione e diventò l’organizzatore della reazione nazionalista a Monaco alla repubblica del giornalista socialdemocratico, ebreo e bohémien, Kurt Eisner, e alle successive repubbliche comuniste.
Von Sebottendorff diventò il nuovo leader “ariosofo” per la controrivoluzione.
Secondo quanto scrisse egli stesso nel suo “Bevor Hitler kam: Urkundliches aus der Frühzeit der nationalsozialistichen Bewegung” (“Prima che Hitler venisse: i primi anni del movimento nazista”), pubblicato a Monaco nel 1933 e nel 1934 (e subito tolto dalla circolazione, per cui divenne rarissimo)14, i membri della Società Thule furono le persone alle quali Hitler si rivolse per prime e che per prime si allearono con lui. In seguito all’assassinio, compiuto da un conte, del presidente bavarese Eisner, esplose la rivoluzione comunista che arrestò nella sede della Thule la segretaria e altri sei membri della società, i quali vennero fucilati mentre le truppe bianche assediavano Monaco. Quando queste entrarono in città il 1 novembre, centinaia di persone, sospettate di essere sovversive rosse, furono fucilate per rappresaglia; la controrivoluzione trionfava così a Monaco dove il clima duro e rancoroso favorì lo sviluppo di movimenti estremisti come il nazionalsocialismo.
Partiti tedeschi antisemiti erano nati in Germania fin dal 1889: il Deutsch-Soziale Partei e l’Antisemitische Volkspartei fusi nel 1894 nel Deutsch-Soziale Reformpartei, che non ebbe tuttavia rilevanti successi elettorali (sei seggi nel 1907 scesi a tre nel 1912). I1 7 marzo 1918 un fabbro delle ferrovie dello Stato, Anton Drexler (1884-1942) creò a Monaco un Libero comitato di lavoratori per una giusta pace, sezione locale del Comitato antisemita dei lavoratori per una pace tedesca. In quello stesso anno H. G. Grassinger fondava il Deutsch-Sozialistische Partei, il cui organo era il “Münchener Beobachter”, acquistato da von Sebottendorff che lo chiamò “Münchener Beobachter und Sportblatt”, con redazione nella sede del Dsp di Grassinger. Il 5 gennaio 1919 Anton Drexler, il conduttore di locomotive Michael Lotter e il giornalista sportivo Karl Harren (1890-1926) della Thule a Monaco diedero vita al Deutsche Arbeiterpartei (Dap) ereditando il circolo di lavoratori promosso dal Sebottendorff (chiamato Deutscher Arbeiterverein). Il nuovo partito ebbe come organo il “Münchener Beobachter und Sportblatt”, le cui azioni, alla fine del 1920 nelle mani del presidente Anton Drexler, nel novembre 1921 furono trasferite ad Adolf Hitler, il quale aveva partecipato per la prima volta ad una riunione del Dap il 12 settembre 1919. Nel febbraio 1920 il Dap divenne il Nsdap (Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi) con Hitler a capo, interessato ad un partito politico di massa e non alla natura cospiratoria del vecchio gruppo. In “Mein Kampf” Hitler prenderà le distanze da queste origini criptiche legate alla Thule ed al Germanenorden, attaccando sprezzantemente i “vaneggiamenti accademici” degli ariosofi; tuttavia, almeno per quanto riguarda le ispirazioni, le finalità e il simbolo della croce uncinata e sinanco dei colori – svastica nera in un cerchio bianco su fondo rosso – è evidente il legame con il Dap e di questo con il Germanenorden e, in ultima analisi, con Guido von List.
La Thule, “in sonno” dal 1925, si sciolse formalmente nel 1930, l’anno del primo grande successo elettorale del partito derivato; von Sebottendorff con il suo libro rivendicò i titoli “storici” di precursore del nazionalsocialismo, ma ciò gli valse un arresto e poi l’esilio in Turchia, sua terra d’elezione, dove, durante la seconda guerra mondiale, lavorerà per il servizio segreto tedesco. Hitler mette la sordina ai dati storici reali del suo processo di formazione: nel 1934 fa tacere von Sebottendorff e, nel 1938, occupata l’Austria, anche Lanz von Liebenfels. Il 9 maggio 1945, un anno dopo l’abbandono della Turchia da parte dei tedeschi, Glauer von Sebottendorff, vecchio, solo ed in miseria, si suiciderà gettandosi nel Bosforo. All’interno del nazismo al potere, Heinrich Himmler rimarrà il fedele interprete e custode dell’ariosofia, legata ai miti del Graal, templari e rosacruciani; il castello di Wewelsburg (vicino a Padeborn, in Vestfalia) sarà la sede dell’Ahnenerbe, santuario delle Ss dal 1934, destinato a divenire una sorta di Vaticano della rifondata religione “irminista”.

Torniamo ora alle recenti affermazioni di Reinhardt Kops che, mi sembra, necessitino di alcune precisazioni. Innanzitutto occorre distinguere le società ariosofe dalla massoneria tradizionale, che fu avversata dal socialnazionalismo quale parte di quella “plutocrazia giudaica” che parallelamente ai bolscevichi, ai socialisti e ai “criminali di novembre” (firmatari dell’umiliante armistizio del 1918) “complottava per distruggere la Germania”15. I gruppi ariosofi mutuavano dalla massoneria strutture e liturgie, ma senza per questo aderire alle avversate logge uffficiali. La massoneria cui fa riferimento Kops concerne, come abbiamo visto, piuttosto quegli “ordini” neo-templaristi occulti fondati nel continente intorno al 1900, nella convinzione che i templari medioevali, durante il periodo in cui risiedettero nell’area del Mediterraneo orientale, sarebbero venuti in possesso di conoscenze arcane, di “forze” – il Vril – caratteristiche di superuomini. In Francia queste teorie erano già state delineate dall’occultistica Eliphas Levi (1810-1875), socialista partecipante ai moti di Parigi del 1848, poi passato all’occultismo, celando il suo vero nome (Alphonse-Louis Constant, già seminarista!), di cui il già citato mago inglese Aleister Crowley si proclamava erede: egli fondò in Inghilterra l’Austrum argentinum, collegato con la Golden Dawn e, soprattutto, sezione inglese dell’Ordo novi templi, società occultistica tedesca. In Crowley, agente dei servizi inglesi che lasciò il suo paese per gli Usa allo scoppio della prima guerra mondiale e che vi ritornò alla vigilia della seconda (1937), Giorgio Galli vede non tanto un ciarlatano quanto un importante “pilone” di quel ponte, costituito dalle società esoteriche, che si era andato formando tra i due “rami ariani”, venuti poi in conflitto tra loro nel 1914 e nel 1939, malgrado le “simpatie” dei circoli inglesi più reazionari, e aristocratici (che lambivano la famiglia reale), nei confronti del “nazismo magico”, “ultima Thule” nella difesa contro il bolscevismo e il “giudaismo”16.
Quanto dice Kops riguardo a Rudolf Steiner e ad Otto Rahn non ci sembra invece accettabile, perché frutto di semplificazioni alquanto grossolane. Se sugli ariosofi ci fu un indubbio influsso delle dottrine teosofiche (Elena Petrovna Blavatski, 1831-1891), per le quali l’attuale umanità, definita razza ariana, sarebbe erede degli atlantidi, quasi completamente periti in un maremoto che avrebbe sommerso il loro continente in mezzo all’Atlantico, dotati di forze soprannaturali da recuperare per il progresso liberandosi di “degenerazioni” razziali inferiori, altrettanto non si può sostenere per Rudolf Steiner (1861-1925) che, pur continuando le ricerche sull’occulto, mise l’uomo al centro del suo sistema filosofico e, fondando l’antroposofia (1912), ruppe con i teosofi. Mentre i gruppi occultisti assumono posizioni sempre più autoritarie ed antisemitiche, Steiner rimane un liberal democratico ed un mistico cristiano. Alla vigilia del conflitto mondiale, egli si trasferi a Dornach, in Svizzera, dove creò il suo centro culturale, il “Goetheanum”. Pedagogista tuttora apprezzato (esistono anche in Italia scuole steineriane) tornò nel 1920 in Germania dove fondò, a Stoccarda, la sua scuola per un metodo antiautoritario, fondato sullo sviluppo della persona e non sulla disciplina. Promosse anche una clinica e una fattoria per la sperimentazione del metodo biodinamico in agricoltura (precursore dunque della agricoltura biologica “verde”) e svolse un’azione pionieristica per l’educazione dei piccoli handicappati: ciò basterebbe per sottolinearne l’incompatibilità con il nascente nazismo, teorizzatore dell’emarginazione e della sterilizzazione dei colpiti da tare ereditarie. C’è da chiedersi cosa conosca Kops della pedagogia di Steiner! Fatto sta che questi fu osteggiato, minacciato, aggredito e che il suo “Goetheanum”, tutto in legno, fu bruciato da nazisti entrati in Isvizzera… Egli era del resto molto vicino alla cosmologia càtara, cioè agli eretici non violenti, ferocemente sterminati dai re capetingi e dai papi romani in Occitania (oggi Francia meridionale) con le “crociate” e l’inquisizione dei secoli XII e XIII17.
Sovente si fa una grande confusione mettendo in un unico fascio càtari, templari, rosa-croce, teosofi, antroposofi, circoli occultisti più o meno razzisti. In realtà, i templari furono i primi grandi persecutori dell’eresia càtara (od albigese). In effetti fu con il patrocinio dell’ordine dei cistercensi (fondato nel 1090), al suo apogeo nel XII secolo con la guida di san Bernardo, che l’Ordine del tempio sorse nel 1118 e si sviluppò: tra i suoi nove fondatori figurano uno zio del santo ed il medico dei cistercensi; la regola dei templari fu redatta da san Bernardo medesimo. Nel 1145 fu lui in persona a recarsi a predicare contro i càtari in Linguadoca.
Nel 1198 papa Innocenzo III, grande protettore dei templari, “suoi figli diletti”, condannò i càtari e diede mandato di combatterli ai cistercensi che nel 1209 furono a capo della crociata sterminatrice di ventimila “eretici” nella sola città di Béziers. Nessuna affinità, nessuna segreta collisione, quindi tra templari e càtari, schierati in due campi opposti…
In questo contesto si situa anche il mistero di Otto Rahn (1904-1939), scrittore e filologo, che fu incaricato per conto delle Ss di ricercare il Graal nelle grotte della regione di Montségur, rocca che rappresentò l’estremo rifugio dei “perfetti”, le più prestigiose figure dei càtari perseguitati. Nel 1935 Rahn lavorava come membro civile per conto dell’Ahnenerbe (L’eredità degli antenati), gruppo occultista collegato con la Società del Vril, attivo nel primo dopoguerra e in quel medesimo 1935 trasformato in istituto scientifico alla diretta dipendenza di Himmler. Si trattava del Dipartimento di storia e protostoria, retto da Karl Maria Weisthor (pseudonimo di K. M. Wiligut, 1866-1946, astrologo-visionario, sedicente specialista di rune, nonché riesumatore del paganesimo “irminista” – dal nome del totem Irminsung – distinto ed opposto al culto di Wotan-Odino), nell’ambito del Rasse und Siedlungshauptamt (Ufficio centrale per la razza e gli insediamenti) delle Ss con sede a Monaco. Nel marzo 1936 Rahn fu tuttavia inquadrato nelle Ss e il mese seguente promosso Ss-Unterschar fuhrer (sottufficiale)18. Lo scrittore e storico francese Gérard De Sède non crede a questa documentazione ed esclude perentoriamente che Rahn, “filo-càtaro”, sia mai stato nazista. In effetti nel suo libro “Kreuzzug gegen den Graal”,1933 (tradotto in francese: “La croisade contre le Graal”, Parigi, 1934), Rahn manifesta la sua ammirazione per la civiltà medievale occitana che garantiva libertà agli ebrei: “In Occitania, gli Ebrei potevano vivere e lavorare senza essere disturbati e persino godere dei diritti civili come gli altri cittadini. Era loro consentito di occupare pubblici impieghi e funzioni e di insegnare nelle università. La nobiltà occitana li proteggeva e li incoraggiava. I Trenkavel di Carcassona avevano degli Ebrei come tesorieri: Natham, Samuel e Mosè Caravita. Alcuni Israeliti professori nelle università occitane erano famosi in Oriente e in Occidente. Gli studenti giungevano da lontano per ascoltare il rabbino Abraham a Vauvuvert, presso Nimes. A Narbona insegnava il rabbino Calonimo, figlio del gran duca e rabbino Teodoro, della stirpe di Davide. Questa dinastia principesca di rabbini era detta `famiglia dei re di Narbona’ “19. De Sède si chiede se queste, piuttosto che parole di un nazista, non siamo di un avversario del nazismo, posto che l’antisemitismo e il razzismo erano il fondamento dell’hitlerismo!20 Ma non è tutto. Ritornato in Germania, nel 1937, Otto Rahn scrisse ad un suo amico occitano: “Soffro molto nel mio paese. Due settimane fa, sono stato a Monaco; due giorni dopo, ho preferito andare solo in montagna; è impossibile per un uomo tollerante e generoso quale io sono vivere in un paese quale è divenuta la mia bella patria”. Questa lettera figurava nella nuova edizione tedesca del suo libro, con le notizie biografiche. Nel 1939 egli si dimise comunque dal suo ufficio; in una sua lettera scrisse: “Sono stato denunciato”. Pochi giorni dopo, il 16 marzo 1939 (l’anniversario esatto del 635° anno della caduta di Montségur alla mercé dei crociati antialbigesi e del rogo dei duecento càtari), sulla cima della montagna di Wilderkaiser, nei pressi di Kufstein (Austria), fu trovato il suo corpo; la versione ufficiale fu: “Morto per assideramento”. Ma corse voce che fosse stato decapitato dai nazisti con l’ascia, dopo la sua cattura al confine. Rimane in ogni caso il fatto che non è possibile tracciare un parallelo tra i càtari, che non accettavano altra denominazione che quella di cristiani, e i nazisti, cantatori di un neo-paganesimo dichiarato; tra i “perfetti”, apostoli della non violenza, ed i nazisti, che eressero il terrore a sistema; tra le vittime dei roghi di Cassès, Lavaur, Minerve e Montségur, e gli inventori dei forni crematori.
Se Hitler sperava di trovare in Francia gruppi di formazione culturale “ariana”, alimentata dal tradizionale antisemitismo della destra e dai circoli esoterici ed occultisti, l’Italia era estranea a questi disegni, in quanto dominata da quella religione “papista” nemica della concezione che Pio XI ed i suoi collaboratori consideravano a giusto titolo neo-pagana. L’unico teorico neo-pagano in Italia, anticristiano in nome del paganesimo imperiale romano fu il barone Julius Evola (1898-1974), fascista “estremo”, isolato durante il regime concordatario mussoliniano, ma recuperato dalla “nuova destra” più radicale e razzista nel secondo dopoguerra. Le sue idee elitaristiche e antimoderniste ed i suoi libri sul razzismo, sul misticismo del Graal e sulle tradizioni arcaiche trovarono dapprima un certo credito nella Germania nazista, dove furono pubblicati “Heidnischer Imperialismus” (“Imperialismo pagano”, 1933) e “Erhebung wider die moderne Welt” (“Rivolta contro il mondo moderno”, 1935) e dove fu invitato a tenere conferenze. Wiligut tuttavia lo sentiva una specie di atavico nemico, in quanto erede dei romani, nemici degli antichi germani, e lo riteneva comunque all’oscuro delle istituzioni preistoriche germaniche e dei loro arcani significati; le attività di Evola finirono pertanto con l’essere scoraggiate anche nel Terzo Reich21.

Note

1 Marco Dolcetta, Nel rifugio segreto. Parla il vecchio nazista che svelò ai giornalisti Usa dov’era il boia delle Ardeatine, in “Corriere della Sera”, 6 giugno 1994, p. 15.

2 Per quanto riguarda la Germania, un punto di svolta è stato dato trent’anni fa da The Crisis of German Ideology (1964) dello storico tedesco-americano George L. Mosse, opera nota con il fortunato titolo della sua traduzione italiana: Le origini culturali del Terzo Reich, Milano, Il Saggiatore, 1968; in Francia sono apparsi contemporaneamente i lavori di René Alleau, Hitler et les Sociétés secrètes, Paris, Éditions Bernard Grasset,1969, tradotta in italiano con il titolo Le origini occulte del nazismo. Il Terzo Reich e le società segrete, Roma, Edizioni Mediterranee, 1989, e di André Brissaud,Hitler et l’Ordre Noir, Paris, Éditions Perrin, 1969; più recentemente sono uscite le ricerche in Gran Bretagna di Nicholas Goodrick-Clarke, The occult Roots of Nazism. The Ariosophist of Austria and Germany 1890-1935, Wellingborough, 1985, ora apparso anche in italiano: Radici occulte del nazismo, Milano, Sugarco, 1993 e quelle, da noi, di Giorgio Galli, Hitler e il nazismo magico, Milano, Rizzoli, 1989 e, nella Bur, con un’ampliata introduzione, 1993.

3 Johann Jakob Bachofen (Basilea, 1815-1887) storico, fondatore della storia comparata del diritto; è considerato un pioniere dell’etnologia evoluzionistica(Urreligion und antike Symbolik, nuova ediz. 1926).

4 N. Goodrick-Clarke, op. cit., in “Appendice E” alla p. 303 e ss.

5 Gérard De Sède, La rose-croix, Parigi, Editions J’ai lu, 1978, p. 138 e ss.

6 William Butler Yeats (18651939) a vent’anni a Dublino aveva già fondato una Hermetic Society. Con Rainer M. Rilke e Paul Valéry, egli forma la triade degli ultimi grandi poeti simbolisti europei. La sua poesia, i suoi racconti e il suo teatro sono pervasi di magico incanto; la sua filosofia inclina al misticismo e alla teosofia.

7 G. Galli, op. cit., p. 122.

8 Giorgio Galli, intervista rilasciata a Dario Fertilio: Hess, il viaggio del mistero, in “Corriere della Sera”, 30 ottobre 1993, p. 27.

9 N. Goodrick-Clarke, op. cit., pp. 99-100.

10 Idem, p. 144.

11 Wilfried Daim, Der Mann, der Hitler die Idee gab, Monaco, 1958, riportato da N. Goodrick-Clarke, op. cit., p. 279.

12 Adolf Hitler, Mein Kampf, Monaco, 1934, p. 21, 59 e ss. (tr. it. La mia battaglia,Bologna, Pegaso, 1970).

13 R. Alleau, op. cit. (tr. it., pp.162-163).

14 Bevor Hitler kam è stato di recente tradotto in italiano e pubblicato: Prima che Hitler venisse, Torino, Delta-Arktos,1987. Von Sebottendorff vi pubblica un lunghissimo “Indice dei riferimenti a persone e cose citati nel testo”, comprendente anche la lista dei membri della società Thule, dove, tra gli altri compaiono A. Drexler, D. Eckart, G. Feder, M. H. Frank, K. Harrer, R. Hess, A. Hitler, H. Jost, A. Rosemberg, R. Sebottendorff, G. Thurn und Taxis, i fratelli Walterspiel. L’elenco è riportato anche da R. Alleau, op. cit., pp. 239-251.
Bevor Hitler kam è anche il titolo di un’opera di un altro autore, Dietrich Bronder, pubblicata ad Hannover nel 1964: l’autore vi sostiene che la società Thule sarebbe rimasta l’agente direttivo segreto del Terzo Reich e che la medesima avrebbe mantenuto i contatti con gli ordini monastici segreti del Tibet. In effetti, molti autori tra cui G. Galli, op. cit., p. 130, sostengono che l’Ahnenerbe dopo il 1935 avrebbe compiuto diverse missioni sino al Tibet per “ricercare la localizzazione, lo spirito, gli atti, l’eredità della razza indogermanica” secondo quanto già sostenuto da Louis Pauwels – Jacques Bergier, Il mattino dei maghi, Milano, Mondadori, 1963. Anche le ricerche del Graal nella regione di Montségur, a sud di Tolosa, avevano il medesimo scopo. N. Goodrick-Clarke, op. cit., pp. 305-307, ritiene invece che sull’Ahnenerbe si sia troppo favoleggiato e non crede a quanto affermato da questi autori. Resta però il fatto che ancora nel giugno 1943 una missione tedesca, composta dallo speleologo Springer, dalla studiosa di preistoria Pfeiffer, dal linguista Klotz e dal paleontologo Darmesdorf, fece una campagna di scavi ai piedi del monte Saint-Barthélémy e sul fianco del monte Soularac (sempre nella regione a sud di Tolosa), protetta dai militari delle Ss per tema di essere attaccata dalla Resistenza. Gli scavi ripresero nel marzo del 1944; si narra che siano state trovate nelle grotte di Caussou delle tavolette di pietra con graffiti (G. De Sède, Le sécret des Cathares, Parigi, Editions J’ai lu, 1980, p. 262 e ss.).

15 N. Goodrick-Clarke, op. cit., p. 290. Karl Maria Wiligut, ierofante personale di Himmler, nei primi anni venti curò un giornale intitolato “Der eiserne Besen” (“La scopa di ferro”) con il quale attaccava ferocemente gli ebrei e i massoni. Abbiamo già detto del periodo antisemita e antimassonico di H. Reichstein.

16 G. Galli, op. cit., pp. 122, 189-190.

17 Trevor Ravenscroft, The spear of Destiny, Londra, 1972, applica al nazismo una mitologia di derivazione antroposofica (steineriana).
Déodat Roché (1877-1978), uno dei maggiori esponenti neo-càtari, fondatare della Société des études et du souvenir des cathares e dei relativi “Cahiers” (l’una e gli altri tuttora esistenti), pacifista, già sindaco progressista del suo paese natale, Arques (Aude), in Occitania (Francia meridionale), ha lasciato testimonianza del suo incontro e della sua amicizia con Steiner e Gérard De Sède, da questi riportata nel suo Le sécret des Cathares, cit., pag. 260.

18 Particolari della carriera di Otto Rahn si trovano, secondo Goodrick-Clarke, nelDossierSs Rahn, Berlin Document Center. La tesi di Rahn nazista è stata sostenuta anche da Jean-Michel Angebert, Hitler et la tradition cathare, che aveva fatto dei templari dei simpatizzanti del catarismo (controbattuto da G. De Sède, Le sécret des Cathares, cit., p. 208 e ss.).
Su Rahn si veda anche Christian Neradac, Le Mystère Otto Rahn (Le Graal à Montségur). Du Catharisme au nazisme, Parigi, 1980. Secondo l’autore (e Galli riportandola aderisce a questa tesi) Otto Rahn non sarebbe morto nel 1939 sulla montagna, ma si sarebbe trasformato in Rudolf Rahn, stretto collaboratore di Karl Wolff, plenipotenziario Ss in Italia. Non può essere, invece, che i due Rahn siano stati confusi (forse intenzionalmente dalle Ss)?
C’è infine da chiedersi quanto di ciò che ha detto Kops nella sua intervista al “Corriere della Sera” sia dovuto a suoi originali ricordi, e quanto, invece, derivi dalle sue letture di nazista interessato a seguire le interpretazioni degli storici e le fantasie dei romanzieri…

19 Otto Rahn, La croisade contre le Graal, Parigi, 1934, p. 62.

20 G. De Sède, Le sécret des Cathares, cit. p. 270.

21 Valgano come esempio questi passi emblematici: “Il cristianesimo è alla radice istessa del male che ha corrotto l’Occidente. […] Prese nella sua radice di ‘passione’ e di orgasmo quale si determinò – col messianismo e il millenarismo – nella promiscuità delle plebi imperiali di contro alla superiorità calma dei dominatori romani […]. È una contraddizione che si tocca con mano proclamare il ritorno di Roma e non ricordare che il cristianesimo è stato uno dei principali fattori della rovina di Roma; parlare d’impero, e non accorgersi che tutta la visione cristiana della vita è la negazione dei presupposti dell’impero […]. Insistiamo sul fatto che la predicazione originaria di Gesù […] aveva un carattere prettamente anarchico, antisociale, disfattistico, sovvertitore di ogni ordine razionale di cose. […] Nell’Impero il principio era: gerarchia, investitura dall’alto. Nell’ecclesia cristiana esso fu: eguaglianza, fratellanza. […] Come la Rivoluzione protestante superò il compromesso cattolico e cristianizzò l’Occidente nella struttura e nel valore della società democratica, noi, contro la Riforma, dobbiamo superare lo stesso compromesso, ma per affermare l’altra alternativa possibile, se pur ancora esistente. Sulla base di una restaurazione pagana noi dobbiamo creare una società retta dai valori di gerarchia, di organizzazione dall’alto, di aristocrazia, di dominio e di sapienza, cioè da quei valori imperiali di cui la chiesa cattolica contradditoriamente (in quanto compromesso ibrido tra cristianità e paganità) si improntò, e che dopo lo scacco della Chiesa stessa nel corso di un esperimento bimillenario, vanno affermati rudi, nudi, netti da qualsiasi attenuazione e di qualsiasi maschera da parte di persone che non si vergognano di discendere dalla più grande realtà mediterranea esistita, e che quindi, contro l’Europa tutta, osino finalmente, come noi dichiararsi pagani“.
E per quanto riguarda l’esoterismo “la tradizione dei Misteri, talvolta sul piano più esteriore, si ritrasse in una sfera più sottile trasmettendosi di fiamma in fiamma, di iniziato in iniziato in una catena ininterotta se pur segreta. Ed oggi torna a nudo qua e là, in conati ancor confusi, in esseri – quali Nietzsche, Weininger, Michelstaedter – infrantisi sotto il peso di una verità che, troppo forte per loro, attende altri che sappia riprenderla ed imporla al suo avversario, nella grande rivolta – e nella grande lotta: quella da cui, di nuovo, dipenderà se l’Occidente si confermi in un tramonto e risorga in un’aurora. L’antieuropa è l’anticristianesimo. E l’anticristianesimo è la tradizione mediterranea, classica, pagana – la nostra tradizione. Questo bisogna assolutamente capire” (Julius Evola, Imperialismo pagano. Il fascismo dinnanzi al pericolo eurocristiano, Todi-Roma, Edizioni “Atanòr”, 1928, VI).

FONTE:http://www.storia900bivc.it/pagine/editoria/buratti294.html

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...