PRIMA CHE HITLER VENISSE: IL LIBRO DI RUDOLF VON SEBOTTENDORFF SULL’AMBIENTE CULTURALE PRENAZISTA IN GERMANIA

AVVERTENZA DELL’EDITORE

Prima che Hitler venisse di Rudolf von Sebottendorff è un’opera che è stata spesso citata, ma che nessuno, specialmente in Italia, aveva potuto leggere. Rendendone accessibile il testo per la prima volta al pubblico italiano, riteniamo di offrire il nostro modesto contributo storico su un periodo del nostro secolo

ancora troppo poco adeguatamente studiato.  Alla stregua di documento storico, pertanto questo testo va letto e meditato e, nel suo giusto peso, giudicato secondo la chiave interpretativa che si preferisca. A nessun altro intento che questo – sarebbe superfluo aggiungerlo (ma nulla è superfluo nell’Italia che conosciamo) – siamo dunque spinti a tale intapresa editoriale, che siamo sicuri i lettori non mancheranno di apprezzare.
1. Mitologie intorno al « nazi-occultismo »
A partire dal 1960, anno fatidico in cui uscì dalle stampe Le matin des magiciem di L. Pauwels e J. Bergier (tradotto in Italia nel 1963), uno strano spettro si aggira nelle pagine della sottocultura storiografica europea, oggi facendo capolino anche tra i capoversi di alcuni rispettabili saggisti alla moda: quello del «nazi-occultismo».
Da piccolo e insignificante che era, lo spettro si è talmente ingrandito da procedere ormai baldanzoso per proprio conto senza l’aiuto degli interessati medium: L’«eggregoro» mostruoso ha preso forma, è pienamente vitale, nutrendosi cammin facendo dell’inconscio desiderio collettivo al fantastico, di cui una larga fascia di lettori amanti delle tinte forti (non senza una buona dose di sadomasochismo) è in ansiosa ricerca.
Del resto, è un fenomeno più che spiegabile, considerata la piattezza e lo squallore desolante dell’attuale vita politica europea…
Come da una fioca lanterna magica d’altri tempi, ecco allora sprigionarsi dall’« eggregoro » storie di complotti millenaristici perdentisi nelle nebbie dei secoli, in cui gruppi occulti congiurano dall’alba del mondo per una rivoluzione dai connotati cosmici. In oscure segrete strane sette demoniache celebrano culti e riti misteriosi, in un fulgore di coppe graaliche e lance fatali. Cozzano fra di loro forze e poteri straordinari, mentre stirpi sovrumane contrastano razze messianiche destinate al dominio del mondo. Strani lama dai guanti verdi tramano antiche congiure, sullo sfondo di remoti monasteri tibetani e lande desertiche dove si perpetua una conoscenza prodigiosa. E tutto questo balenio fantasmagorico e stupefacente culmina e trova il suo punto d’arrivo nella mente « diabolica » di un singolare ometto dai baffetti appuntiti, che si aggira con fare circospetto e un po’ turbato per i viali viennesi o le bettole graveolenti birra e grasso rancido di Monaco di Baviera.
Ora, per i « grandi precursori », Pauwels e Bergier, e per tutta l’immensa schiera di loro imitatori e continuatori, soprattutto francesi, gran risalto ha nelle origini « esoteriche » del nazismo e nella direzione che questo avrebbe preso sino alla dissoluzione finale, una misteriosa e potentissima organizzazione: il « gruppo Thule », diretto da alti iniziati detentori di una scienza occulta dai connotati inquietanti. Fra essi spiccano con frequenza ossessionante, negli autori del filone, i nomi dell’onnipresente geopolitico Karl Haushofer e del giornalista Dietrich Eckhart: ecco le menti occulte che avrebbero saputo dirigere a loro piacimento i primi capi del nazismo imprimendo quindi a tutto quel movimento una direzione del tutto speciale, in una missione « magica » (si tratta, naturalmente, di « magia nera ») di rinnovamento del mondo.
Se volessimo adeguatamente soffermarci sul fenomeno letterario del « nazi-occultismo » dovremmo necessariamente occupare molto spazio, per un argomento che potrebbe certamente divertire i nostri lettori a cagione dei risvolti socio-psicanalitici a cui già abbiamo accennato, ma perderemmo molto tempo intorno a tematiche in fondo futili e in ogni caso non faremmo della storia. Ci limiteremo a sottolineare che lavori come: Bevor Hitler kam di D. Bronder (1964), Le nazisme, sorieté scerete di W. Gerson (1969), Hitler et l’OrdreNoir di A. Brissaud (1969), Ave Lucifer di E. Antebi (1970), Les mystiques du soleildi M. e J. Angebert (1971), The Spear ofDestiny di T. Ravenscroft (1972), Nazisme et sodétés secrètes di J. C. Frère (1974), The occult Reich di J. H. Brennan (1974), Satan and Swastika di F. King (1976), gremiti come sono di elementi e asserzioni arbitrarie prive di alcun riscontro documentario, debbono essere considerati (non meno del più noto Mattino dei maghi) come opere appartenenti alla letteratura fantastica.
Altri lavori, come Hitler et les sodétés secrètes di R. AJleau (1969) e soprattutto Thule, le Soleil retrouvé des Hyperboreens di J. Mabire (1978), pur contenendo elementi di maggior serietà e persino documentari, anch’essi presentano spunti di ricostruzione fantastica tali, da inficiarne la visione d’insieme.
Non siamo certamente i primi a fare osservazioni del genere ma pare che solo ora sia maturo il tempo per un’adeguata opera di indagine e documentazione storica sulle presunte origini « esoteriche » del nazismo e, comunque, sulle sue più evidenti radici culturali e politiche. Per l’estero (a parte singole pubblicazioni dedicate ad argomenti specifici uscite negli ultimi anni in Germania) è un ottimo sintomo e uno stimolo per le indagini in questo senso l’uscita di un notevole lavoro d’insieme come The occult Roots of Nazism. The Ariosophists of Austria and Germany 1890-1935, di Nicholas Goodrick-Clarke (The Aquarian Press, Wellingborough 1985): un’indagine seria e documentarissima, condotta sulle fonti, sul retroterra socio-culturale, politico ed occultistico (tale termine, nel nostro contesto, appare più appropriato che « esoterico ») alle radici dell’hitlerismo e del Terzo Reich.
E in Italia? Per un ben noto fenomeno di pigrizia culturale, per insufficienza storica o provincialismo, tale problematica è ancora del tutto inesistente e le fantacronache del Mattino dei maghi esercitano una potente attrazione anche dove meno ci se lo aspetterebbe. In una relazione del 1984 tenuta (a quanto ci dicono) presso la «Fondazione Agnelli», il cui testo dattiloscritto ci è capitato in mano in copia, il noto politologo Giorgio Galli osservava come la storiografia ufficiale o accademica abbia sempre esitato a « muoversi in questa direzione, appunto per il timore di spostarsi dal piano della storia a quello della fantastoria ». Tuttavia, per il Galli, che primi parrebbe dunque muoversi al di fuori di questa logica paralizzante, vi sarebbero « sufficienti elementi per una riflessione storica organica sulla componente esoterica soprattutto del nazismo». Pur individuando precisi e sostanzialmente esatti rapporti fra la « Thule » ed i primi movimenti nazional-popolari cui aderirà Hitler (su cui torneremo), è un peccato che il Galli stesso nel seguito del suo intervento, lungi dall’approfondire criticamente e documentariamente il problema, rimanga paurosamente coinvolto – lui pure – nelle panie seducenti del «nazi-occultismo»: ed eccolo parlare di misteriose «Logge Luminose», di «Società del Vrill», che avrebbero dato origine alla « Società Thule», non senza il corollario dell’immancabile Haushofer e legami (mai dimostrati) con movimenti occultistici inglesi, Aleister Crowley e Golden Down…
La nefasta influenza di Pauwels e Bergier s’indovina anche nel capitolo dedicato a « Hitler e il suo segreto » dallo “storico” cattolico Gianni Vannoni, nel suo Le Società Segrete dal Seicento al Novecento (Sansoni, Firenze 1985), in cui ritorna, in mezzo ad alcuni dati corretti, trasposizioni di date e circostanze ed una buona dose di approssimazione, il mito dell’onnipotente «gruppo Thule»: «…Hitler però era ottimamente piazzato (sic), nella Monaco della Thulegesellschaft, per entrare in contatto diretto con il von Sebottendorf o altri istruttori».
Ora, in tutto ciò vi è un equivoco di base che sarà opportuno eliminare immediatamente nei termini più chiari e radicali possibili: lo studio dei legami esistenti fra la « Società Thule » ed il primo movimento nazionalsocialista (legami che esistono, nei limiti e termini che vedremo) non concernono lo storico dell’esoterismo, dal momento che la « Thule », ben lungi dall’essere la misteriosa e potente associazione segreta del
« leggendario » caro alla letteratura del « nazi-occultismo », non ha avuto neanche risvolti esoterici, né tampoco occultistici… Indipendentemente dalla figura del suo principale animatore, Rudolf von Sebottentorff (che ebbe effettivamente interessi di natura anche esoterica: e ciò trasse in inganno i ricercatori superficiali), la Thule Gesellschaft, emanazione del Germanenorden, nel corso della sua breve esistenza rivestì un’effettiva importanza politica, come efficace portavoce delle istanze vòlkish del pangermanesimo e antisemitismo tedeschi sino al movimento hitleriano: nulla di più.
È questo il motivo per cui, onde far parlare i documenti stessi della « Thule » per bocca del suo fondatore, abbiamo deciso di pubblicare in Italia, per la prima volta, un testo che è stato citato molto spesso, ma mai letto o, nel migliore dei casi, esaminato di sfuggita e non nella sua complessità, il motivo di ciò dovendosi ricercare (oltre che nella effettiva difficile reperibilità del nostro libro) nel ben noto fenomeno di pigrizia mentale che ha per lo più portato gli autori del filone « nazi-occultista » a servirsi di materiale, quando non inventato di sana pianta, di terza, quarta o quinta mano…
Ecco dunque disponibile la traduzione di Bevor Hitler kam (« Prima che Hitler venisse »)’, in cui il fondatore stesso della « Società Thule » ne ripercorre la storia, forse apologetica e tendenziosa, ma priva di ogni risvolto «occultistico» o «fantastico».
Con ciò, sarà allora bene spendere alcune parole su di lui.
2. Vita avventurosa di Rudolf von Sebottendorff.
Secondo il più importante dei biografi di Hitler, Joachim C. Fest, « il vero nome di von Sebottendorf non è mai stato esattamente scoperto; a volte egli viene indicato come Rudolf Glauer, originario della Slesia, mentre stando ad altre testimonianze, si chiamava Erwin Tore ed era originario della Sassonia. (…) esattamente come per quanto riguarda la sua origine, anche le tracce della sua fine si perdono nell’oscurità ». Ecco una grande confusione, avvolta di mistero! Inutile dire che gli «storici» di casa nostra si limitano a ripetere pari pari, comprese le storpiature di nomi (Tare per Torre), le apodittiche affermazioni del Fest: così il Vannoni.
Le cose stanno molto diversamente e noi oggi siamo in grado di ricostruire con sostanziale precisione tutte le tappe della vita del nostro Sebottendorff (non Sebottendorf). La fonte primaria è naturalmente quella, fornita dallo stesso interessato: oltre ai dati contenuti in questo stesso Bevor Hitler kam, Sebottendorff da ampie notizie di sé nel racconto autobiografico Erwin Taller. Ein deutscher Kaufmann in der Turkei, apparso a puntate nel «Mùnchener Beobachter» dal 31 agosto 1918 al 10 maggio 1919, e soprattutto nel romanzo Der Talisman des Rosenkreuzers (Pfuingen 1925), dove sotto il nome di Erwin Torre rappresenta se stesso. Altre informazioni biografiche sono contenute nell’Astrotogiscaes Lexikon di Ernst Tiede (1922). Infine, lavori d’insieme sulla sua vita e attività sono: Rudolf Freiherr von Sebottendorff di E. Howe (dattiloscritto inedito, 1968) e «Ecfore Hitler carne»: Thule Society and Germanen Orden di R. H. Phelps (in «Journal of Modern History», 25 [1963], pp. 245-261). Fonti tutte utilizzate ed ampliate con altri particolari inediti da N. Goodrick-Clarke nel suo ottimo Occult Roots of Nazism (1985), già da noi citato e che ci è stato di grande aiuto. Senza quindi bisogno di ulteriori rimandi, è facendo riferimento a tali fonti che ora noi tracceremo brevemente il quadro della sua vita.
Secondo le sue pretese genealogiche, il capostipite della sua famiglia sarebbe stato un ufficiale napoleonico di nome Torre, stanziatosi nella Slesia prussiana nel 1813. Peraltro, il futuro barone Rudolf von Sebottendorff von der Rose era figlio di un conduttore di locomotive, Ernst Rudolf Glauer (1846-1893), e di Christiane Henriette nata Miiller: venuto al mondo il 9 novembre 1875 ad Hoyerswerda (all’epoca Slesia), fu battezzato quindi come Adam Alfred Rudolf Glauer. Mortogli il padre ancor giovane, Rudolf compì studi tecnici ed iniziò a frequentare il Politecnico a Berlino-Charlottenburg. Interrotti gli studi e riformato dalla Marina Militare per un inizio d’ernia, il giovane Glauer – come molti giovanotti della sua età in quel periodo – decise di tentare la fortuna imbarcandosi su una nave di linea per New York (1898). Nel febbraio 1900 si trovava come elettricista sulla «Prinz Regent Luitpold» di 6288 tonnellate facente rotta per Sidney. Convinto da un marinaio a sbarcare con lui a Freemantle per cercare l’oro nel deserto australiano, la sua avventura si risolverà pochi mesi dopo con la morte dell’amico e un completo insuccesso: il nostro Rudolf si reimbarcherà ben presto alla volta dell’Egitto, dove egli contava di stabilirsi grazie a una lettera di raccomandazione fornitagli da un Parsi. Al Cairo entrò in contatto con Hussein Pasha, un influente proprietario terriero turco al servizio del Khedivé.
Al seguito di Hussein, Rudolf partì nel luglio 1900 alla volta di Costantinopoli, dove rimase conquistato dal paese, dai suoi costumi e dall’amabilità del suo ospite, imparando quindi il turco dall’imam della moschea di Beykoz. Dall’ottobre di quell’anno è intensamente occupato come sovrintendente nelle proprietà di Hussein in Anatolia: fu in questo periodo che il giovane Glauer cominciò ad occuparsi di esoterismo. Già in Egitto aveva conosciuto membri della setta Mevlevi dei dervishi ed il suo stesso ospite, Hussein Pasha, praticava una forma di sufismo di cui non dovette celare alcuni aspetti al giovane Tedesco. Fu a Bursa, in Anatolia, che Rudolf iniziò a frequentare la famiglia Termudi: degli Ebrei greci provenienti da Salonicco, ricchi ed influenti, ma soprattutto studiosi della Qabbala nonché proprietari di una vasta biblioteca di testi alchemici e rosacrociani, per accedere alla quale Rudolf si fece – come i Termudi – massone, in una loggia del rito di Memphis che, come suppone il Goodrick-Clarke, «era diffuso nel Levante e in Medio Oriente»: cosa che a noi non pare molto probabile. È invece molto probabile che dalla biblioteca dei Termudi, nonché dalle indicazioni dirette di Hussein Pasha, il nostro Rudolf abbia tratto quelle indicazioni sulle misteriose pratiche operative in uso presso la setta Baktàshì dei dervishi, che egli descriverà molti anni più tardi nell’unica sua opera che abbia conosciuto una cospicua fortuna: Die Praxis der alten Turkischen Freimaurerei (Leipzig 1924)”.
Dal 1902 Rudolf Glauer risulta risiedere nuovamente in Germania: a Dresda il 25 marzo 1905 sposa Klara Voss, ma tale matrimonio non ebbe molta fortuna, se la pratica di divorzio risulta stilata a Berlino già il 5 maggio 1907. Dopo alcune noie con la giustizia, il nostro eroe riparte nuovamente per la Turchia, forse allettato dalle nuove prospettive economiche apertesi per gli Europei intraprendenti dopo la rivoluzione dei Giovani Turchi (luglio 1908): non è anzi da escludere che la loggia massonica cui aveva aderito nel 1901 fosse stata una branchia della società segreta prerivoluzionaria dell’Unione del Progresso, modellata su strutture massoniche dai Dònme: quegli Ebrei di Salonicco, solo in apparenza islamizzati, che traevano la loro origine dal movimento sviluppatosi dalla predicazione di Sabbatai Zevi.
Certo, la frequentazione di ambienti del genere da parte del nostro protagonista non può non constatarsi con un certo stupore, considerato il futuro atteggiamento antisemita del capo della « Thule »: ma casi del genere non sono stati – e non sono – affatto più rari di quel che comunemente si pensi.
Nel 1911 Rudolf Glauer fu naturalizzato cittadino turco e successivamente — secondo quanto egli ha sempre sostenuto – adottato secondo la legge turca dal barone tedesco Heinrich von Sebottendorff, discendente da antica prosapia di nobili baltici alto-medievali, la cui discendenza nel ‘900 si perpetuava in due rami superstiti: uno austriaco ed uno slesiano-tédesco. Più tardi (nel 1914) Rudolf vedrà riconosciuta l’adozione anche dal rappresentante austriaco della casata, Siegmund von Sebottendorff von der Rose (1843-1915), ma questa non sarà mai ritenuta valida dalle autorità germaniche.
Dopo aver combattuto e ricevuto ferite nell’esercito turco durante la Seconda Guerra Balcanica (ottobre-dicembre 1912), il novello barone von Sebottendorff torna a Berlino nei primi mesi del 1913.
Nel luglio 1915 sposa in seconde nozze una ricca divorziata, Berta Anna Ifflànd (ecco il « molto denaro di cui si ignora l’origine » del Fest! ): comprerà una grande villa sulle rive dell’Elba per 50.000 Marchi d’oro, ma l’amministrazione del patrimonio della moglie gli sarà sempre contesa da avvocati ebrei e loschi poliziotti al loro servizio – dirà lui – per ostilità politica…
È proprio mentre si trova nello studio del suo avvocato di fiducia in merito ad un’altra questione giudiziaria (le autorità tedesche sospettavano che dietro la nazionalità turca giocasse l’intenzione di evitare la coscrizione obbligatoria per la guerra in corso), che scopre da uno stampato l’esistenza del Germanenorden, società segreta antisemita dagli interessi vagamente occultistici. Prenderà contatto con Hermann Pohl, Cancelliere dell’Ordine, nel settembre 1916, poco prima della scissione (ottobre) che porterà il Pohl a guidare la branchia « Walvater » dell’Ordine e ad affidare al nuovo e facoltoso membro l’incarico di riorganizzarne le fila in Baviera, dopo che la guerra ne aveva messo in crisi le strutture. Così farà il Nostro nel corso di tutto il 1917 e il 1918, ottenendo un notevole successo di adesioni e simpatie, dal momento che al termine del conflitto la filiale bavarese del Germanorden poteva contare per merito suo 1500 effettivi, di cui 250 solo a Monaco. Dopo che la sede bavarese dell’Ordine viene a disporre di un ampio locale nel più prestigioso albergo della città, il «Quattro Stagioni», i cui proprietari si possono considerare dei simpatizzanti, e persino di un proprio organo ufficioso, acquistato dal Sebottendorff, il «Munchener Beobachter», il 18 agosto 1918 i massimi dignitari del Germanenorden possono presenziare alla consacrazione della nuova loggia, la quale, da quel momento, su suggerimento di Walter Nauhaus (1892-1919) giovane studioso di tradizioni esoteriche e di cultura nordica, uno fra i primi membri del sodalizio e che verrà fucilato pochi mesi dopo dai Rossi, verrà designata ufficialmente come Thulegesellschaft («Società Thule »), in ricordo della mitica isola, situata all’estremo nord, patria della nazione ariana: le fonti attestano che questo richiamo era perfettamente cosciente in chi lo promosse.
Con ciò nasceva la « Società Thule». Non seguiremo ora le successive vicende – le più interessanti e importanti storicamente – di Rudolf von Sebottendorff e del suo sodalizio attraverso i vari casi che porteranno alla rivoluzione, alla formazione della Repubblica Bavarese, alla dittatura del proletariato, all’organizzazione della lotta controrivoluzionaria e all’arrivo dei Corpi Franchi, sino alla costituzione dei primi circoli e partiti nazionalpopolari a Monaco, fatti tutti in cui la « Thule » ha giocato un ruolo di tutto rispetto, dal momento che trovano compiuta esposizione nell’opera stessa di Sebottendorff e, del resto, per la miglior comprensione del lettore in una miriade di minuti avvenimenti, abbiamo per sommi capi esposto in ordine cronologico, più avanti, tutte le circostanze storiche del periodo in qualche modo intrecciantisi alle sorti della « Thule » (in particolare quelle collegate al periodo – poco noto in Italia – della Repubblica dei Consigli del 1919), in un Quadro Sinottico d’insieme.
Il contatto fisico fra «Thule» e Sebottendorff si attenua nell’estate del 1919: a luglio, in seguito ad una campagna di stampa orchestrata contro di lui (sempre in relazione alle antiche questioni legate all’usufrutto del patrimonio della moglie ed alla sua cittadinanza turca), egli lascia Monaco per dedicarsi agli studi astrologici. Rileva il periodico « Astrologische Rundschau» nell’ottobre 1920 e fino al 1923 pubblica tutta una serie di studi che gli procureranno una certa fama fra gli appassionati tedeschi del settore. Dal 1923 al 1924 soggiorna in Svizzera, dove redige le sue opere, già da noi citate, sulle scienza segreta dei dervishi Baktàshi e sui Rosacroce. Torna quindi in Turchia, essendo console onorario del Messico a Istanbul dal 1926 al 1931, compiendo poi viaggi negli Stati Uniti e Messico fra il 1929 ed il 1931.
Nel gennaio 1933 Adolf Hitler era divenuto Cancelliere del Reich: in quello stesso anno Sebottendorff ritorna a Monaco per riprendere in mano le redini di una rediviva «Società Thule», ritenendo di acquisire benemerenze presso il nuovo regime con la sua pretesa di essere stato il precursore del movimento nazionalsocialista. A questo scopo pubblica Bevor Hitler kam e nelle prime pagine, fuori testo, inserisce le fotografie di Adolf Hitler, Rudolf Hess e Hans Frank, per motivi gratulatori facilmente comprensibili.
L’effetto sperato, purtroppo per lui, sarà esattamente l’opposto. Dopo che il libro esce in seconda edizione nel 1934, viene immediatamente ritirato dalla circolazione (da cui l’aura di mistero che l’ha sempre circondato) ed il suo autore arrestato, sia pure per breve tempo.
Ecco Sebottendorff riprendere – per la quarta ed ultima volta – la via della sua terra d’elezione, la Turchia: durante la seconda guerra mondiale lavorerà per conto del servizio segreto tedesco a Istanbul, diretto da Herbert Rittlinger, pare senza molto successo. Allorché la legazione tedesca lascia Istanbul nel settembre 1944, Sebottendorff riceve fondi sufficienti a condurre una modesta esistenza per un anno. Ma il 9 maggio 1945 -giorno in cui la Germania capitolava senza condizioni – l’anziano barone Rudolf von Sebottendorff von der Rose poneva termine ai suoi travagliati giorni precipitandosi nel Bosforo.
« In tale modo – scrive Goodrick-Clarke – finiva la vita dell’avventuriero che aveva introdotto l’ariosofia nel Partito Nazista».
3. Relazioni fra «Società Thule» e movimento nazionalsocialista.
La «Società Thule» ha esercitato un’effettiva importanza nel periodo turbinoso dell’immediato primo dopoguerra bavarese (1918-1919), giocando un ruolo di primo piano nella resistenza, anche armata (con la «Lega di combattimento»), alle milizie rosse della Repubblica Sovietica, come è stato riconosciuto, piuttosto astiosamente, dagli stessi avversari. Ad esempio, nel suo opuscolo sulla Repubblica Bavarese dei Consigli, scritto all’indomani dei fatti e pubblicato in Italia per i tipi del Partito Comunista nel 1922, P. Werner, che fu uno dei comunisti coinvolti nell’esperimento rivoluzionario, in più occasioni menziona la «Thule» e la sua attività “reazionaria”. In quanto alla liquidazione degli ostaggi della Gesellschaft, ecco come viene cinicamente giustificata: «E neppure gli altri erano per nulla degli ostaggi, bensì membri di quella banda di delinquenti controrivoluzionari, detta “Società Thule”, che aveva tramato un colpo di mano contro la repubblica dei Consigli ».
Dopo la rivoluzione bavarese del novembre 1918 e la proclamazione della repubblica, i locali della «Thule» restarono per molto tempo gli unici agibili e a disposizione di tutti i gruppi gravitanti nell’area vòlkish,trovatisi improvvisamente in difficoltà.
L’ospitalità fu estesa al Partito nazional-liberale di Hanns Dahn, ai pangermanisti, al Deutscher Schulverein di W. Rohmeder e fra gli ospiti
della « Thule » poterono quindi annoverarsi alcuni personaggi che avrebbero in seguito rivestito un ruolo importante nel Partito Nazista, ma che non furono membri della « Thule»: l’infaticabile conferenziere Gottfried Feder, Alfred Rosenberg (di lì a poco articolista del « Beobachter ») e Dietrich Eckart. Furono membri invece Rudolf Hess (il vegliardo prigioniero di Spandau dei nostri giorni, unico membro vivente della «Thule») ed Hans Frank, il futuro governatore generale di Polonia, pur se non rivestirono posizioni di rilievo, in considerazione anche della giovane età che avevano all’epoca.
L’orientamento pangermanista ed antisemita, comune a tutti i gruppi e persone ospitati, veniva ampliato nell’ambito della « Thule » dai continui riferimenti di Rudolf von Sebottendorff alla dottrina ariosofica, sulla linea del pensiero di T. Fritsch, Guido von List, Lanz von Liebenfels e Philipp Stauff.
È quasi certo le le prime direttive per la costituzione di associazioni, circoli o partiti politici che si rivolgessero anche alla classe lavoratrice -onde far argine alla propaganda spartachista – siano partite ancora dal Germanenorden. È infatti di ritorno dalla cerimonia sostiziale dell’inverno 1918, tenutasi nella loggia berlinese del Germanenorden, che Sebotten­dorff reca con sé un «proclama al popolo tedesco», redatto da Alfred Brunner, in cui era esposto il programma del futuro Partito socialtedesco.
Nonostante asserzioni in contrario, non si può affermare con sicurezza se già il Politische Arbeiter-Zirkel (Circolo Operaio Politico) fondato dal tornitore meccanico Anton Drexler nell’ottobre 1918 fosse la stessa cosa de&’Arbeiter-Ring di cui parla Sebottendorff alla fine del cap. V. Certamente, però, la successiva derivazione dal Circolo precedente del Deutsche Arbeiterpartei (DAP) nella birreria Fùrstenfelder Hof il 5 gennaio !9i9, alla presenza di Drexler e di 25 lavoratori del settore, non è stata senza relazione coi piani della « Thule», se pochi giorni dopo, il 18, i membri del DAP furono convocati al «Quattro Stagioni » per darsi un’organizzazione nazionale sotto il nome di National-sozialistische Deutsche Arbeiterverein (Unione nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi), presieduta dal giornalista sportivo Karl Harrer (1890-1926), membro della «Thule», al quale Drexler (cui verrà affidata la dirigenza per Monaco), secondo il Sebottendorff (cap. XII) dedicherà l’opuscolo Il mio risveglio politico: quello stesso che Adolf Hitler ricorderà nei Mein Kampf essergli stato consegnato al momento di uscire dalla birreria Sterneckerbràu il 12 settembre 1919, in occasione del suo primo contatto col DAP.
Anton Drexler era stato fatto « membro onorario » della « Thule » e ciò, probabilmente, per poterne controllare meglio le mosse, compito, del resto, di Karl Harrer. D’altra parte, il partitino che viene scoperto dal caporale Hitler alla conferenza tenuta da Feder il 12 settembre, « al pari di tante altre formazioni », scriverà nel Mein Kampf, era soffocante « nella sua ridicola pedanteria piccolo borghese ». Tuttavia poco dopo deciderà d’aderirvi, con tutte le conseguenze – per la storia della Germania e del mondo – che ne seguiranno.
Entrato nel comitato direttivo di sette membri del DAP, dopo che le prime riunioni pubbliche (16 ottobre ed n novembre 1919) fecero conoscere in ambienti sempre più vasti il nuovo partito, Hitler, che non aveva mai potuto sopportare (come ricorda più volte nel Mein Kampf) le sette esclusive e le società segrete dai fini limitati e aveva in mente di creare invece un grande partito di massa, riuscirà ad eliminare il principale ostacolo al suo programma, rappresentato proprio dal « controllore » della «Thule» all’interno del DAP: Karl Harrer, che verrà escluso dalla presidenza del partito nel gennaio 1920.
Dopo la prima, grande manifestazione di massa del DAP (24 febbraio 1920) alla birreria Hofbrau, in cui Hitler espone le tesi programmatiche del partito, abozzate con Drexler e Feder, il 2 marzo 1920 il DAP muta il suo nome in Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP), destinato a durare sino al 1945.
Il «Mùnchener», poi «Vòlkischer Beobachter», che ancora alla data del 20 Marzo 1920 risultava essere saldamente nelle mani di membri della «Thule» e quindi controllato da lontano dallo stesso Sebottendorff, già il 17 dicembre di quell’anno passerà, nella maggioranza delle sue quote partecipative, nelle mani di Drexler e quindi del nuovo gruppo dirigente del NSDAP. Il 16 novembre 1921 ne sarà unico proprietario Adolf Hitler.
Con ciò si può dire finisca la storia dell’influenza (in ogni caso solo politica) della Thulegesellschaft nei confronti della creatura a cui aveva in effetti, in una certa misura, dato la vita, ma che ben presto aveva reciso il cordone ombelicale che lo legava ancora al vecchio mondo vòlkish, fatto di piccole congiure, romantici revival di valchirie e Sigfridi, antichi generali prussiani in pensione e falsi o autentici nobili avventurieri. Si apriva un nuovo capitolo della storia tedesca, che peraltro non è possibile intendere completamente senza questi precedenti.
Resta ancora qualcosa da dire in merito a certi trapassi simbologici fra la « Thule » e il nuovo partito. Sebottendorff (cap. XII) sostiene che il saluto hitleriano « Sieg-Heil» (Vittoria e Salvezza) derivi da quello in uso tra gli affiliati della «Thule»: «Beil und Sieg» (Salvezza e Vittoria): non siamo in grado né di confermare né di smentire, non conoscendo altre fonti in proposito.
Più chiara è forse la questione dello swastika. Tale segno (per lo più a imitazione della ruota solare, a bràcci ricurvi) si trova con frequenza presso numerosi gruppi, movimenti e sette vòlkish già dalla fine del xix secolo: lo usano Guido von List e Lanz von Liebenfels, il Germanenorden lo utilizza nella sua forma sinistrogira e destrogira. Invece, la « Società Thule» lo rappresenta nei suoi emblemi solo nella forma destrogira.
Nel maggio 1919 il dentista Friedrich Krohn, socio della «Thule» e membro del Germanenorden sin dal 1913, uno dei primi iscritti al DAP cui aveva messo a disposizione la sua biblioteca ricca di oltre 2500 volumi di soggetto vòlkish, aveva stilato per il partito un memorandum intitolato: È utilizzabile la croce uncinata come simbolo del Partito nazionalsocialista? Un anno dopo (20 maggio 1920), nel corso della seduta di fondazione del gruppo locale Starnberg, egli stesso proponeva questo simbolo nella sua forma sinistrogira e “solare” come emblema del NSDAP, inserendolo a caratteri neri in un cerchio bianco su sfondo rosso. Hitler lo modificò nel senso destrogiro e a bràcci rigidi.
Tuttavia, proprio il Bevor Hitler kam (cap. XI) fornisce un particolare inedito, finora non notato da nessuno, e che può indicare un ulteriore e suggestivo antecedente alla successiva scelta delle caratteristiche della bandiera nazionalsocialista. Ai primi di maggio del 1919, nel corso della cerimonia commemorativa tenutasi due giorni dopo l’inumazione della martire della « Thule » contessa Heila von Westarp, « il palco degli oratori era stato addobbato, per l’occasione, da una bandiera strappata ai comunisti, sulla quale la mano di una Sorella aveva sovrapposto alla falce e martello la croce uncinata in campo bianco ».
Tale trapasso dalla « Thule » al NSDAP appare, dunque, più che plausibile.
4. Quadro sinottico cronologico delle vicende inerenti alla «Società Thule» (1911-1920).
  • 1911
    Rudolf Glauer, naturalizzatosi cittadino turco, viene adottato dal barone Heinrich von Sebottendorff, di cui, secondo la legge turca,assume il cognome e il titolo.
  • 1912
    12 marzo Raccogliendo proseliti fra i membri dell’Hammer-Gemeinden (Lega del Martello) ed altri gruppi antisemiti, nasce il Germanenorden («Ordine dei Germani»: d’ora in poi G.O.): fra i promotori Theodor Fritsch ed Hermann Pohl.
    Ottobre-Dicembre Sebottendorff (d’ora in poi: S.) partecipa alla Seconda Guerra Balcanica, ricevendo ferite. A fine anno il G.O. conta 316 membri.
  • 1913
    Gennaio Pohl è « Cancelliere del G.O. », Durante l’anno sono stabilite logge a Norimberga e Monaco: vi si affilia Friedrich Krohn, futuro ideatore dell’emblema nazionalsocialista. Proveniente dalla Turchia, S. si stabilisce a Berlino.
  • 1914
    Maggio A Thale (Harz) il G.O. convoca a congresso tutte le associazioni nazionaliste germaniche, allo scopo di creare una loggia antisemita segreta da contrapporre all’internazionale ebraica (direttive operative in 4 punti).
    Agosto Allo scoppio della guerra mondiale il G.O. conta oltre cento logge ed alcune migliaia di affiliati, la maggior parte dei quali dovrà inquadrarsi nell’esercito, paralizzando così l’attività dell’Ordine.
  • 1915
    Tentativi di scissione all’interno del G.O. contro la gestione di H.Pohl.
  • 1916
    Settembre S. conosce Pohl e diventa membro del G.O.
    Ottobre Scissione all’interno del G.O. Cancelliere del ramo originario sarà Erwin von Heimerdinger, essendone principale animatore Philipp Stauff. Pohl è Cancelliere della branchia Walvater (da cui dipende S.).
    Dicembre S. riceve da Pohl l’incarico di riorganizzare il G.O in Baviera.
  • 1917
    Intensa attività di S. per organizzare ed estendere le fila del G.O. bavarese.
    21 Dicembre Nel corso della consacrazione solstiziale di una loggia berlinese del G.O., S. viene formalmente nominato da Pohl « Maestro della provincia bavarese».
  • 1918
    Gennaio Sotto la direzione e col finanziamento di S. esce il primo numero di « Runen », mensile del G.O., ed il notiziario interno dell’Ordine.
    Marzo I membri del G.O. bavarese sono 200. L’operaio Anton Drexler fonda la « Libera associazione di lavoratori per una giusta pace».
    Luglio S. acquista il «Mùnchener Beobachter», facendone l’organo ufficioso del G.O. bavarese, la cui sede viene collocata in un ampio appartamento del lussuoso Hotel «Quattro Stagioni» di Monaco.
    18 Agosto Inaugurazione ufficiale della sede bavarese del G.O. con la partecipazione dei capi di tutte e due le branchie dell’ordine. S. viene riconfermato nella carica da Pohl e, su suggerimento di W. Nauhaus, viene deciso che il G.O bavarese userà come copertura il nome di «Società Thule»
    Ottobre Anton Drexler fonda il Politische Arbeiter-Zirkel.
    1 Novembre Primo discorso di Kurt Eisner (socialista indipendente di origine ebraica) al parco Theresenwiese di Monaco.
    6 Novembre Si forma un governo capeggiato da Eisner (socialisti indipendenti e socialdemocratici).
    7 Novembre Rivoluzione a Monaco, promossa da Eisner, Auer, Gandorfer, Unterleitner, Simon. Decandenza della dinastia Wittelsbach e roclamazione della Repubblica di Baviera. La « Thule » conta 1500 membri, di cui 200 a Monaco.
    8 Novembre Rivoluzione a Berlino. Partenza del Kaiser e procla­mazione della Repubblica Tedesca (governo Ebert).
    Novembre-Dicembre Costituzione della «Lega di combattimento» della «Thule» (ne farà parte Rudolf Hess).
    4 Dicembre Un complotto della «Thule» per assassinare Eisner fallisce.
    21 Dicembre S. partecipa alla cerimonia del solstizio invernale presso la loggia berlinese del G.O. In questo contesto viene stilato il manifesto programmatico del futuro Partito social-tedesco (DSP), stilato da Alfred Brunner.
  • 1919
    5 Gennaio
     A. Drexler fonda, con altri 25 lavoratori, il Deutsche Arbeiterpartet(DAP).
    12 Gennaio
     Elezioni politiche bavaresi: Eisner ottiene solo il 2% dei voti.
    18 Gennaio
     I membri del DAP sono convocati nella sede della «Thule» per darsi un’organizzazione nazionale sotto il nome di National-sozialistische Deutsche Arbeiterverein. Ne è presidente il membro della «Thule» Karl Harrer, Anton Drexler (membro onorario) è il dirigente per Monaco.
    21 Febbraio
     Eisner viene ucciso in un attentato dal conte Arco-Valley. Si forma un governo di coalizione a maggioranza socialdemocratica.
    19 Marzo
     Il governo bavarese è assunto dal socialdemocratico Hofmann.
    6-7 Aprile
     Proclamazione della sedicente Repubblica Sovietica di Baviera, cui partecipano socialisti indipendenti e anarchici (i comunisti si dissociano), mentre il governo Hofmann, rifiutando di sciogliersi, si stabilisce a Bamberga.
    12-13 Aprile
     Tentativo di putsch controrivoluzionario a Monaco, con implicazioni della «Thule», poi fallito.
    15Aprile
     Proclamazione della dittatura del proletariato in Baviera. Alla testa di un Comitato d’azione di 15 {poi 30) membri si trova un Consiglio esecutivo di 4 membri, in cui predominano i comunisti (fra cui gli ebrei russi Levien, Levine-Nissen ed Axelrod).
    16
    Aprile Truppe raccogliticce del governo Hofmann sono sbaragliate a Dachau dall’Esercito Rosso condotto da Toller. Hofmann è costretto a richiedere a Noske l’intervento dei Corpi Franchi, da tempo stanziati ai confini della Baviera.
    26
     Aprile Nella sede della « Thule » vengono arrestati cinque membri dell’Ordine (ne seguiranno la sorte altri due nei giorni seguenti) e successivamente rinchiusi nei sotterranei del Luitpoldgymnasium. All’interno del governo sovietico viene contestata per motivi opportunistici la presenza degli «elementi stranieri».
    27 Aprile
     Alle prime ore del mattino alla caserma del 2° Reggimento di Fanteria bavarese si tenta inutilmente di arrestare il caporale Adolf Hitler. Infruttuosi sono anche i tentativi di catturare tale monsignor Pacelli, nunzio apostolico… I comunisti vengono estromessi dal Consiglio esecutivo, ma mantengono il controllo sull’Esercito Rosso. Inutile tentativo di socialisti indipendenti e anarchici di venire a patti col governo Hofmann. I Corpi Franchi si avvicinano.
    29 Aprile
     «Alle ore 19 presso l’Aula Magna dell’Università la compagna Friedjung parlerà su Bolscevismo e democrazia» (da un comunicato del «Consiglio scolastico rivoluzionario»). Nella notte Axelrod, Levien e Levine-Nissen, dopo avere ispezionato nei sotterranei del Ginnasio gli ostaggi della «Thule», tagliano velocemente la corda.
    30 Aprile
     Nel cortile del Luitpoldgymnasium sono fucilati dieci ostaggi, fra cui due guardie bianche, un professore ebreo capitato per caso e sette membri della « Thule ». Proclamata la dittatura dell’Esercito Rosso.
    1-2 Maggio
     Mentre si combatte nelle strade (si distingue lo studente di agronomia Heinrich Himmler), i Corpi Franchi entrano in Monaco impadronendosi della città dopo aspri scontri e spaventosi eccidi.
    10 Maggio
     Sotto gli auspici della « Thule » viene fondata l’Associazione Operaia Social-tedesca (poi Partito Social-tedesco – DSP) secondo il programma già emanato dal G.O., pubblicato dal «Beobachter» il 31 maggio.
    Luglio S. è costretto a lasciare Monaco. Designa a succedergli Hanns Dahn, ben presto sostituito da Johannes Hering. 9 agosto. Per la prima volta esce un’edizione nazionale del « Mùnchener Beobachter » recante in testata la dicitura « Vòlkischer Beobachter », nome che diventerà famoso come quello dell’organo del futuro Partito Nazista.
    12 Settembre Nei locali della birreria Sterneckerbrau il DAP organizza una conferenza di Goffried Feder sul tema «Come e con quali mezzi eliminare il capitalismo ». Vi partecipa come osservatore il caporale Adolf Hitler per incarico del capitano Mayr. Dopo un suo intervento, all’uscita Drexler gli consegna l’opuscolo Il mio risveglio politico.
    16 Settembre (circa) Hitler riceve per posta la tessera d’iscrizione al DAP n° 555. Pochi giorni dopo parteciperà alla riunione del direttivo del partito presso la trattoria Alten Kosenbad, essendo poi accettato come settimo componente del direttivo stesso.
    16 Ottobre
     Prima riunione pubblica del DAP alla birreria Hofbràu. Hitler prende la parola come secondo oratore. 
    11 Novembre
     Seconda riunione pubblica del DAP presso la birreria Eberl. Hitler parla come secondo oratore sul tema « Brest-Litowsk e Versailles ».
  • 1920
    Gennaio
     Harrer, membro della « Thule », viene escluso dalla presidenza del DAP.
    24 Febbraio
     Prima grande manifestazione di massa del DAP alla birreria Hofbràu. Hitler prende la parola come secondo oratore, esponendo le tesi programmatiche del partito,abbozzate con Drexler e Feder.
    2 Marzo
     Il DAP muta il suo nome in Nationalsozialùlische Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP).
    1 Aprile Hitler si congeda dall’esercito per dedicarsi esclusivamente alla politica.
    23-25 Aprile Ad Hannover congresso del Partito social-tedesco. Il DSP confluirà nel NSDAP nel tardo autunno del 1922.
    20-21 Maggio La croce uncinata destrogira in cerchio bianco e campo rosso viene adottata come emblema del NSDAP.
    Ottobre S. diventa editore del periodo astrologico « Astrologische Rundschau».
    17 Dicembre La maggioranza delle quote partecipative del « Vòlkischer Beobachter » è nelle mani di A. Drexler per conto del nuovo gruppo dirigente del partito.

FONTE:http://www.thule-italia.net/recensioni/primachehitler.html

FOTO IN EVIDENZA:https://it.wikipedia.org/wiki/Rudolf_von_Sebottendorff

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