Di Alessandro Guardamagna

Il 23 maggio 1945 l’ex-gerarca nazista Heinrich Himmler, capo delle SS ed uno dei principali artefici dell’Olocausto, si suicidava in un campo di detenzione gestito dall’esercito britannico presso Lüneburg, inghiottendo una capsula di cianuro che aveva inserita fra i denti.
Fermato in precedenza insieme ad altri due uomini presso il ponte di Bremervorde nella Germania settentrionale durante un controllo, Himmler, che con una benda sull’occhio si presentava sotto la falsa identità di Heinrich Hitzinger per eludere la cattura, fu condotto a Lüneburg per un ulteriore interrogatorio, dove fu infine identificato. Il prigioniero fu perquisito e gli furono trovate addosso due capsule di cianuro che vennero sequestrate.
Il medico del campo lo visitò e cercò di esaminare la cavità orale, ma Himmler continuava a ritrarre la testa impedendo la visita. Fu a quel punto che spezzò con i denti la capsula che teneva in bocca, cosa che ne causò la morte in pochi minuti. Successivamente il suo corpo fu seppellito in una tomba senza nome nei pressi di Lüneburg, in un’area che rimane tuttora sconosciuta.
Questa è rimasta la versione ufficiale della fine di Himmler fino al 2005, quando Martin Allen ha pubblicato il testo La Guerra Segreta di Himmler (Himmler’s Secret War), in cui l’autore, citando documenti ritrovati ai National Archives di Kew a Londra, sostiene che Himmler non si suicidò affatto, ma in seguito alla sua cattura fu ucciso da agenti dell’intelligence britannica per volontà di Churchill.
L’ordine sarebbe stato dato per evitare che fosse interrogato dagli americani – cosa che sarebbe sicuramente successa, come per tutti gli altri gerarchi presi prigionieri al termine del conflitto – e che venisse alla luce il tentativo intavolato da Himmler nel 1943 di avviare accordi di pace tra la Germania nazista e le nazioni alleate e che avrebbe trovato un interlocutore nel governo di Londra.
Tali rivelazioni, attinenti a fatti avvenuti quando le potenze alleate si battevano per ottenere la resa incondizionata dei regimi nazifascisti, sarebbe stata imbarazzante per il governo di Churchill e causa di scenari imprevedibili. Himmler inviò effettivamente il generale delle SS Walter Schellenberg in Svezia nel marzo del 1943 col compito di contattare l’ambasciatore britannico Victor Mallet, tramite il quale avrebbe fatto poi pervenire una proposta di pace, consegnata a Londra nell’Ottobre di quell’anno.
La pubblicazione del libro innescò aspre polemiche nei confronti di Allen, che si basò su materiale d’archivio inedito. La polizia condusse un’investigazione che concluse che almeno 17 documenti utilizzati da Allen e ritrovati a Kew erano falsi. Tra questi figurerebbe la lettera scritta da uno dei funzionari degli affari esteri di allora, John Wheeler-Bennett, in cui si afferma che egli stava dando “seria considerazione alla piccola situazione di H”, dove H era appunto Himmler, segno che confermerebbe che documenti provenienti da Himmler avevano dunque raggiunto il governo di Londra.
Alcuni studiosi sostengono che in realtà dalla pubblicazione del testo Allen sia stato oggetto di una campagna di controinformazione tesa a screditarne l’opera, che in realtà avrebbe messo in luce una verità storica scomoda volutamente taciuta per decenni.
In realtà Himmler aveva – come Hitler e Goebbels prima di lui – validi motivi per suicidarsi ed evitare la detenzione e l’esecuzione capitale che realisticamente lo aspettava. L’indagine della polizia sul materiale ritrovato da Allen a Kew non ha però potuto accertare la falsità di tutti i documenti. E mentre il movente del suicidio rimane una speculazione, per quanto assai verosimile, alcuni dei documenti di Kew sono dei fatti.

FONTE:http://www.parmadaily.it/Notizia/82757/Il_mistero_della_morte_di_Himmler.aspx#.VWxxts_tmko

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