Ci sono storie che sembrano prese da qualche film dell’orrore di Romero o di Dario Argento, ma sono reali per quanto incredibile sia la loro trama e per questo bisogna prenderne atto.

Le SS (Schutzstaffeln, Squadre di protezione) erano state pensate in origine come scorta personale di Hitler. Gli esordi del partito nazionalsocialista furono tali che le SA (camice brune), si configuravano da subito come truppe d’assalto (Sturmtruppen) del nazismo: erano dei brutali picchiatori in uniforme che pattugliavano le strade e adottavano misure intimidatorie contro l’opposizione, comportandosi a tutti gli effetti come una milizia privata del partito.

Per diversi fattori, via via che crescevano di dimensione, diventarono un problema per il regime nazista. Uno era dovuto dall‘estrazione popolare e proletaria di buona parte delle SA, che assieme all’estremismo “socialista“ di alcuni suoi comandanti legati a Gregor Strasser, che determinarono tra il dicembre `32 e il gennaio `33 autentici casi di rivolta contro la direzione politica imposta da Hitler; nella Franconia Centrale buona parte delle 6/7.000 camicie brune sotto la guida del loro comandante Wilhelm Stegmann costituirono un’organizzazione paramilitare indipendente affermando che le SA dovevano smettere di essere soltanto i “vigili del fuoco” o le “guardie di palazzo”. Analoga sedizione si registrò in Assia e a Berlino vi furono scontri tra SA e SS. Inoltre “in diverse parti del paese membri delle SA delusi passarono ai comunisti, che li arruolarono prontamente nei propri reparti paramilitari“.[1]
La corrente “anticapitalista” del nazismo fu molto forte sino ai primi anni Trenta e, oltre che all’interno di ampi settori delle SA, la sua influenza era avvertibile a diversi livelli della società tedesca.
Nel `33 il presidente dell’Alta Slesia, Bruckner, attaccò con forza i grandi industriali “la cui vita è una continua provocazione“. A Berlino, Koeler, della Federazione operaia nazista, ebbe a dichiarare: “Il capitalismo si arroga il diritto esclusivo di dare lavoro alle condizioni da lui medesimo stabilite. Questo dominio è immorale e dobbiamo spezzarlo“, mentre Kube, capo del gruppo nazista al Landtag prussiano, se la prendeva con i latifondisti ed il governo sollecitando la riforma agraria mediante la confisca prevista dal programma del partito.
Da tempo ormai però il führer aveva deciso altrimenti incaricando il principale capitalista tedesco, Krupp von Bohlen, della riorganizzazione dell’industria tedesca, mentre il Consiglio generale dell’economia risultava composto da 17 membri, comprendenti tutti i maggiori industriali e i più importanti banchieri della nazione che avevano appoggiato la controrivoluzione nazista.
Dopo la conquista del potere Hitler, ormai Cancelliere del Reich, avviò pertanto un’opera di spietata normalizzazione interna al fine di “mantenere l’ordine nelle strutture economiche (…) secondo le leggi originarie radicate nell’umana natura“; l’apice di tale stabilizzazione venne raggiunto il 30 giugno 1934 durante “La Notte dei Lunghi Coltelli”, quando vennero sterminati un certo numero di politici conservatori scomodi, personalità cattoliche e militari dissidenti, assieme alla “sinistra” del nazionalsocialismo facente capo al capi delle SA di Röhm, e a settori di destra, capeggiati dall’ex-cancelliere generale von Schleicher, che tramavano contro Hitler utilizzando tatticamente anche la cosidetta corrente “rossa” del Partito nazista che si riconosceva in Gregor Strasser. D’altra parte fu lo stesso Hitler, durante il discorso pronunciato al Reichstag il 13 luglio seguente, ad assumersi la responsabilità di “giustiziere supremo del popolo tedesco” e a rivendicare la legittimità delle centinaia di assassini compiuti dalle SS e dalla Gestapo che in questo modo avevano sventato una “rivoluzione nazionalbolscevica” .[2]
Sul finire del `34 e ai primi del `35 circa centocinquanta comandanti delle SS furono trovati uccisi; sui loro cadaveri un cartoncino con le lettere R.R. che stava per Röhm Rächer (Vendicatori di Röhm) tutto ciò farebbe pensare a un’estrema vendetta delle SA ormai nemiche di Hitler.
Tolto di mezzo Röhm, Himmler diede un maggior peso alla Staatpolizei o Gestapo, divenendo così uno degli uomini più potenti del nazismo secondo solo a Hitler.
Se è risaputo che Hitler consultava gli astrologi e che fosse interessato a varie forme di medicina, scienza e religione alternative, meno noto è che il governo nazista finì con l‘impegnarsi a fondo nel sostegno di queste pratiche. E nemmeno ci si rende conto quanto le idee di Himmler in tema di razza, riti e di misticismo compenetrarono l‘intero fenomeno razzista, combinandosi in uno dei culti più pericolosi della storia.

l’ahnenerbe

   Hitler era rimasto impressionato dal suo primo incontro nell‘autunno del 1934 con il “lettore universitario“ Hermann Wirth (1885-1981) e dalle sue teorie sulla preistoria dell‘uomo, e, infatti, nella primavera dell‘anno successivo aveva organizzato insieme con lui una mostra popolare sulle antiche usanze contadine e sulla necessità dello “spazio vitale nei costumi germanici“.
Il successo di pubblico della manifestazione li spinse a creare a creare l’associazione Deutsches Abnerbe (Eredità ancestrale tedesca o Eredità degli antenati tedeschi) con lo scopo di promuovere il più possibile la “scienza dello spirito preistorico tedesco“. Di lì a pochi mesi, sempre all‘interno dell‘Ufficio dello Stato Maggiore delle SS (RFSS) sarebbe nata l‘organizzazione dell‘Ahnenerbe.
Dall‘atto costitutivo dell‘Ahnenerbe e dallo statuto del 1935 era evidente che in quel periodo, l‘associazione non aveva ancora molto a che fare con le SS. Era sostanzialmente un‘agenzia di ricerca autonoma, o piuttosto un ente privato di Himmler per la ricerca preistorica.
Dal momento della sua fondazione l‘associazione doveva però dimostrare di saper vivere in modo autonomo e così, dal punto di vista finanziario, gli aiuti maggiori vennero così sia dal Ministero dell‘Agricoltura, che dalle stesse SS.
Himmler aveva creato un Circolo degli amici delle SS, in cui industriali, banchieri, uomini di affari e altri esponenti dell‘alta borghesia tedesca, facevano gara nell‘elargire donazioni di ogni tipo pur di mettersi sotto la protezione delle SS, sempre più onnipotenti (soprattutto dopo la Notte dei lunghi coltelli). Con il passare del tempo una trentina di grossi truts industriali e commerciali attivarono a finanziarie l‘Ahnenerbe. Di conseguenza a tutte le più alte personalità aziendali, insieme a diplomatici, scienziati e membri dell‘amministrazione pubblica ebbero il titolo di Comandante onorario dei Corpi di protezione senza avere la possibilità di comandare o prestare un servizio militare effettivo. Ma era un modo come un altro per accattivarsi personaggi influenti, raccogliere denaro e rendere molto popolari le SS.
La volontà di Himmler di modificare l‘Ahnenerbe per farla rientrare nella sfera delle SS si realizzò con il nuovo statuto dell’11 marzo 1937.
Con il 1° gennaio 1939 si compì l‘atto finale. Fu approvato il terzo e ultimo statuto dell‘Alnenerbe per la ricerca e l‘insegnamento: la società aveva lo scopo di “esplorare e ricercare lo spazio, lo spirito, l‘azione e l‘eredità delle razze nordiche indogermaniche e trasmettere questi insegnamenti di vita al popolo“.
L‘Ahnenerbe seguirà da questo momento il destino delle SS, essendo che giudici del Tribunale di Norimberga definirono le SS, un’organizzazione criminale, questa condanna colpirà tutte le sue componenti, Ahnenerbe compresa.
I campi ricerca dell’Ahnenerbe erano vari, nel 1943 erano:
–         lingua e cultura ario-indogermanica;
–          lingue germaniche;
–          religioni indogermaniche;
–          cultura storica germanica e scienze del territorio;
–          culture germaniche, arte e paesaggio;
–          diritto tedesco-indogermanico;
–          ricerche sulla cultura popolare, saghe e fiabe;
–          ricerche musicali indogermaniche;
–          rune e simboli dell‘arte;
–          genealogia e araldica;
–          geografia, topografia e simbologia del paesaggio;
–          ricerche preistoriche;
–          scavi archeologici;
–          cultura e costumi celtici;
–          cultura finnico-indogermanica;
–          ricerche e antichità classiche;
–          latino medioevale;
–          spedizioni in Asia centrale e interna;
–          vicino Oriente;
–          scienza e cultura nordafricane;
–          geologia e geofisica;
–          scienze naturali e applicate
–          astronomia;
–          fenomeni carsici ed esplorazioni sotterranee;
–          biologia-entomologia;
–          botanica e genetica vegetale;
–          allevamento dei cavalli;
–          laboratorio di analisi;
–          laboratorio di analisi del polline;
–          medicina tradizionale e popolare;
–          scienze occulte – ufficio verifica e controllo;
–          ricerche scientifiche a scopo militare.
Himmler cominciò a trasformare le SS in un ordine religioso pagano. Il quartier generale del culto era il castello medievale di Wewlsburg, in Vestfalia, nei pressi di Paderborn e Detmold e del sito megalitico di Externsteine, strutturalmente simile a Stonehenge, che sorge nel cuore di Teutoburgo.
Contrariamente a molti leader nazisti maniaci dell‘ostentazione Himmler circondava di estrema riservatezza il suo castello dell‘ordine delle SS. Nessuno poteva accedervi se non espressamente inviato da Himmler in persona; quindi erano ammessi i cosiddetti Dodici e occasionalmente uno o due generali, un comandante del Reich, o qualche altro ufficiale, a discrezione di Himmler.
Dentro questo castello si riuniva una volta l’anno il Capitolo segreto dell‘Ordine. Ogni membro aveva la propria poltrona contrassegnata da una targa d‘argento con il nome, inciso, e tutti dovevano dedicarsi a pratiche rituali finalizzate principalmente ad affinare la capacità di concentrazione mentale.
Non era gradito che i membri delle SS partecipassero a cerimonie cristiane di alcun genere, e anzi s’incoraggiavano a rompere formalmente con la Chiesa. Nuovi riti sostituivano quelli cristiani: per esempio quello del solstizio invernale in luogo del Natale (dal 1939 la parola Natale venne proibita nei documenti ufficiali delle SS) e quello del solstizio d‘estate.
A queste cerimonie non si sprecavano i fuochi sacri, le processioni con torce, le invocazioni alle divinità teutoniche, tutte eseguite da lunghi cortei di giovani con i capelli biondi e gli occhi azzurri.
Il serpente, simbolo di Satana per i cristiani, è considerato sacro dagli ariani. I nazisti non solo assunsero una posizione pagana, ma la giustificarono teoricamente. Più di altra cosa Himmler voleva dimostrare al mondo che le sue idiosincrasie personali non erano opinioni ma riflessi della realtà. Per farlo ricorse a un‘organizzazione che, lo diceva il nome stesso, l‘Ahnenerbe appunto.
Fu uno dei fedeli servitori dell‘Ahnenerbe, il tenente delle SS Otto Rahn, a far balenare ai nazisti l‘idea che l‘America Latina fosse la terra promessa degli ariani.
Il Tibet fu uno dei paesi che i nazisti (uno era l‘Islanda che era vista come ultimo legame vivente con la patria ancestrale, Thule) associavano un‘eredità ariana particolarmente feconda.
Sono conservati nei microfilm della sezione Documenti tedeschi requisiti presso i National Archives, dei nastri completi l‘equivalente di centinaia di pagine scritte su carta  che riproducevano le fatiche della spedizione tibetana delle SS, condotta dal tibetologo Schäfer dell’Ahnenerbe. I dossier contengono non solo la corrispondenza tra Schäfer Hitler, ma i viaggi nel Tibet orientale e centrale nel periodo che va dal 1934 al 1936 e la spedizione che ci fu dall’aprile del 1938 all’agosto 1939. Quest’ultima, nel periodo della cosiddetta phony war, l’anteprima della guerra vera e propria che precedette l’invasione della Polonia nel settembre del 1939. Quindi non si può escludere l’ipotesi che Schäfer cercasse qualcos’altro oltre le farfalle in questa spedizione himalayana.
La spedizione delle SS in Tibet non era composta da un manipolo di studiosi intrappolati loro malgrado nella guerra, ma da devoti scienziati nazisti capaci di usare la “materia prima” dei campi di concentramento, per le loro ricerche che erano finalizzate a sostenere le manifestazioni occulte delle teorie razziali, antropologiche e archeologiche del Terzo Reich e in particolare delle SS.
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