Littérature ufologique et dérives conspirationnistes (1/2)

L’apparato bellico tedesco risentì particolarmente delle idee ariosofiche che si manifestarono scientificamente attraverso la cosiddetta fisica ariana, il concetto secondo cui la razza influenzava la validità e le qualità di un ricercatore. Teorie ancora oggi controverse come la Terra Cava vennero addirittura insegnate all’università, mentre le idee di Nikola Tesla, una delle menti più geniali del secolo scorso, furono salutate come una conferma dell’esistenza e dello sfruttamento dell’energia cosmica Vril. In questo articolo ci occuperemo di un argomento avvincente, le armi segrete di Hitler che solcarono i cieli e provocarono i primi avvistamenti di dischi volanti nei cieli d’Europa. Nonostante i limiti della fisica ariana, che portò alla fuga di cervelli all’estero, gli scienziati tedeschi utilizzarono concezioni assolutamente all’avanguardia, scoprendo effetti sconosciuti fino ad allora, a volte sconfinanti nella metafisica.

I PRIMI DISCHI VOLANTI
Le idee di Schauberger vennero riprese da un gruppo di scienziati, tra cui Rudolf Schriever, che era capitano della Luftwaffe e pilota-collaudatoré oltre che progettista di aerei sperimentali. La rivista “Der Spiegel” nel numero del 30 marzo 1950 riportò un’intervista rilasciata da Schriever il quale affermò che, nei pressi di Praga, nei primi anni ’40 vi era una fabbrica della BMW che produsse alcuni dei velivoli noti come “dischi volanti”. In questo impianto lavoravano scienziati come Klaus Habermohl, l’ingegnere italiano Giuseppe Belluzzo e Walther Miete (il quale aveva fatto parte del progetto V-2, ma che poi si era occupato di progetti a disco) i quali seguirono gli studi di Schriever su un prototipo di velivolo discoidale. Schriever, dopo una serie di prove e di progetti (la serie Flugelrad – Ruota Volante), era giunto alla conclusione che un sistema di pale rotanti come quelle di un elicottero, con una cabina di pilotaggio centrale, avrebbe assicurato la necessaria stabilità giroscopica. Schriever utilizzò i più recenti studi della BMW sui nuovi motori a turbina e insieme alla casa tedesca concentrò i suoi sforzi progettuali in un impianto nei dintorni di Praga. Il primo risultato fu il “Mark ll”, un disco del diametro di circa sei metri e alto due, con un pilota singolo. Sull’asse ruotavano sedici pale larghe e vicine le une alle altre che dal basso si poteva vedere una superficie quasi continua ed era dotato di un turboreattore BMW che soffiava aria anche sulle pale. Si trattava di un apparecchio dimostrativo che venne seguito dal Flugelrad Mark II i cui problemi legati alla qualità dei materiali disponibili, causarono il decesso di alcuni collaudatori.
NUOVO PROGRAMMA
Da Praga, gli scienziati furono spostati a Breslavia, in Polonia, per attuare un programma di produzione di velivoli a disco finanziato dalle SS di Himmler. Programma trasferito dal centro di ricerca di Peenemuende, dove furono in seguito costruite le rivoluzionarie VI e V2. Secondo alcune voci non confermate, la misteriosa “società Vril”, nel 1934, avrebbe costruito un prototipo legato alla forza cosmica con un principio naturale di levitazione secondo le idee di Schauberger, che proprio in quell’anno discusse le sue teorie con Hitler.
Il velivolo sarebbe stato denominato“Vril 1”, anche se alcuni autori ipotizzano che tale nome era, in realtà, un diverso appellativo del prototipo sviluppato da Miethe e Schriever a Breslavia. Il “Vril 1” sarebbe, infatti, il famoso “Haunebu” che sfruttava un motore di nuova concezione progettato sulle idee Schauberger, ma realizzato dai tecnici della “società Vril”. In questo caso, data la scarsità di testimonianze, siamo propensi a credere che il velivolo Vril fosse davvero l’‘Haunebu di Miethe, ma anche questo nome presenta un aspetto insolito. Haunebu è anch’esso un nome occulto, legato all’albero del karma germanico e alle teorie ariosofiche sull’origine polare della razza ariana. L:‘Haunebu”, “Mark 7″ era differente dal progetto di Schriever. Non aveva pale rotanti, ma era un semplice disco di 9 metri con superficie liscia e abitacolo centrale a cupola trasparente. Ai lati della cupola vi erano propulsori a pistoni. L‘Haunebu “Mark //” impiegò, invece, motori a reazione che sfruttavano l’effetto Coanda, scoperto da Henry Coanda nel 1910, secondo il quale nei fluidi e nei gas l’energia di spinta si sviluppa in combinazione su una superficie, aumentando considerevolmente la spinta in avanti. L‘Haunebu poteva decollare anche in modalità S.T.O.L. (Short Take off and Landing)cioè verticalmente, inclinando l’ugello del motore a reazione verso il terreno, concetto oggi impiegato dai moderni Harrier. Il capitano SS, Hans Cohler, sviluppò un dispositivo negli anni ’20-’30 che convettiva l’energia gravitazionale magnetica in energia elettromagnetica sotto forma di corrente elettrica. Nel documento British Intelligence Objectives Sub-Committee final report N° 1043ITEM N° 31, dal titolo “The Invention of Hans Cohler, Relating to a New Source of Power” (ovvero “l’Invenzione di Hans Cohler relativo all’invenzione „ di una nuova fonte di energia”), recentemente declassificato (il rapporto ufficiale tedesco è stato distrutto nei bombardamenti del 1945), l’invenzione di Cohler sembra essere il “dispositivo centrale del progetto” Haunebu. A bordo del disco il generatore Cohler era accoppiato ad un generatore di banda Graaf e ad una dinamo sferica a vortice di Marconi (una sfera gigante di mercurio in rotazione) che produceva un campo elettro-gravitazionale attorno al disco che in tal modo si sollevava da terra. Il sistema era chiamato “Thule Tachyonator”in onore della società segreta da cui era nato il Partito Nazionalsocialista. A questi dispositivi lavoravano i tecnici tedeschi nelle fabbriche Siemens e AEG. Verso la fine del conflitto, quando l’Armata Rossa si stava avvicinando pericolosamente alle aree dei test, gli scienziati del Reich dovettero spostare più volte gli impianti, distruggendo ogni prova e progetto che non potevano portarsi dietro, al fine di evitare che cadessero in mani nemiche. Intanto la ricerca andava avanti con le sovvenzioni delle SS che fornivano ogni aiuto necessario in termini tecnici e di finanziamenti, in quanto i progetti Wunder Wqffen (Super Armi) avevano la priorità assoluta. Con l’Haunebu “Mark IV” si assiste alla prima forma lenticolare (cioè formata da due piatti, il superiore rovesciato e a contatto con l’altro) come si è soliti vedere nelle foto di avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Il 14 febbraio 1945, nei cicli di Praga venne effettuato il primo collaudo del “Mark V” che raggiunse i 12.000 metri di altezza in meno di tre minuti, fatto confermato dalle testimonianze riportate nell’articolo. Il 17 aprile 1945 Miethe potè avvertire Hitler che la V-7 era stata testata con successo. Si trattava di un velivolo supersonico con 12 motori turbogetto BMW. Durante il primo test raggiunse i 78.000 piedi (23.700 metri) e 80.000 nel secondo. Nel suo rapporto, Miethe affermò che la V-7 faceva uso di una forma di energia non convenzionale. Tuttavia, queste tecnologie furono sviluppate in una fase bellica troppo avanzata, in quanto pochi giorni dopo l’Armata Rossa sarebbe entrata a Berlino costringendo la Germania alla resa. Pertanto i progetti di velivoli discoidali, seppur rivoluzionari, rimasero incompleti e allo stato sperimentale, non raggiungendo mai lo stadio industriale e di conseguenza non portarono ad un capovolgimento della situazione, come invece Hitler aveva sperato.

FONTE:http://digilander.libero.it/TSCSS/ufo.htm

http://www.altrogiornale.org/news.php?item.223

http://www.thule-italia.net/dossier/nazismo8.html

Foto da http://www.conspiracywatch.info

FOTO IN EVIDENZA:http://www.rcuniverse.com/forum/off-topic-forum-cars-trucks-buggies-more-392/9229084-wizard-investigates-german-ww2-technology-2.html

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